• 22Jul

    Anche se mai come ai giorni d’oggi c’è stata ‘abbondanza di riverberi di buona qualità a basso prezzo, a volte anche sotto forma di plugins gratuiti come per esempio SIR, le regole per utilizzarli rimangono più o meno sempre le stesse di 20 o 30 anni fa.
    A questo proposito uno dei settaggi che può fare una ENORME differenza nel suono di un riverbero è il predelay, che  altro non è che la quantità tempo, di solito espressa in millisecondi, che passa prima che l’effetto venga ‘innescato’ dall’audio che vi è passato attraverso.
    In sostanza il predaly è un ritardo sul segnale, una piccola pausa impercettibile che divide l’attacco del suono ‘secco’ da quello riverberato.
    La sua utilità è fondamentale in situazioni nei casi in cui si vuole aggiungere parecchia riverberazione alla nostra traccia audio, ma allo stesso tempo conservare la ‘chiarezza’ del suono che invece l’effetto tende a confondere.
    Proprio in questi casi la tecnica da adottare è quella di aumentare il tempo di predelay, cioè di separazione del riverbero, facendo così in modo di lasciare inalterato l’attacco del suono che resta incisivo, anche se tutta la sua parte restante è per così dire ‘immersa’ nell’effetto.
    Un valore da tenere a mente nella regolazione del predelay è quello dei 50 millisecondi, che in media rappresenta la soglia, sotto alla quale il nostro udito non riesce più a separare due suoni in maniera distinta ma li fonde in unico suono: in altre parole se settate questo parametntro oltre i 50 millisecondi probabilmente sentirete un piccolo ‘gap’ , una minima pausa che  assomiglia più ad un eco che ad un riverbero.