• 07Oct

    Nella prima metà degli anni ’90 una serie di gruppi musicali provenienti dalla zona di Bristol, nel sud dell’Inghilterra, portò un nuovo sound all’attenzione del mondo, si trattava del Trip Hop (conosciuto anche come Bristol Sound) che grazie a capiscuola come i Massive Attack ed i Portishead fondeva ritmi dub e sonorità psichedeliche in un originale cocktail molto potente.
    In sostanza si trattava della risposta inglese all’ondata della musica hip hop americana che stava invadendo l’Europa ed il mondo, una reinterpretazione lontana dalle atmosfere e dai ritmi incalzanti originali, caratterizzata invece dal tipico downtempo e da suoni molto eterei.
    Tra i principali protagonisti dell’epoca troviamo Tricky, che cominciò proprio la sua carriera con i Massive Attack da cui si separò per provare la carriera solista con Maxinquaye, il suo disco del 1995.
    Tricky aveva conosciuto la cantante (appena quindicenne) Martina Topley-Bird e, rimasto impressionato dalla qualità della sua voce, la volle con se su Maxinquaye: da li sarebbe nata una relazione, sentimentale e professionale, destinata a durare negli anni a venire.
    Per il suo primo album Tricky volle avvalersi del produttore Mark Saunders, che aveva lavorato con i Cure ai tempi di Disintegration, oltre che con i Depeche Mode e gli Erasure tra gli altri.
    Saunders ricorda quella esperienza come ‘la più bizzarra della mia vita‘, infatti il modo di lavorare dell’artista inglese era molto diverso da quello tradizionale ed era completamente basato sul campionamento di dischi già esistenti. Ogni canzone veniva costruita partendo da pezzetti di audio campionato, spesso talmente processato da essere reso irriconoscibile, che in mano a Tricky assumevano significati sempre diversi.
    Nessuna delle regole o dei metodi precedentemete utilizzati dal produttore erano più validi, ogni parte del lavoro era affidata al puro istinto di Tricky, che era capace di mettere insieme un campione di Michael Jackson con uno dei Queen, uno di Frank Sinatra con uno dei Bee Gees, oppure di rallentare un loop di batteria e di distorcerlo fino a stravolgerne il senso.
    Lo stesso tipo di attitudine era utilizzata per le parti vocali, e spesso a Martina Topley-Bird venivano semplicemente consegnati dei testi, senza alcuna melodia, che poi lei doveva interpretare a suo piacimento, senza alcuna restrizione.
    Molti primi tentativi della cantante di colore sono poi stati quelli scelti per il mix finale, tale era il suo talento melodico ed interpretativo.
    In studio furono anche chiamati alcuni session men, ma Tricky tendeva ad usare anche le loro parti come se fossero campioni, a disassemblarle e riutilizzarle in modo diverso, la sua filosofia era interessata più al suono ed al rumore che alla musica, cosa che spiazzava Saunders, che si trovava quasi sempre a dover distillare l’essenza musicale dal caos che un anti-musicista voleva creare.
    Egli ricorda come a volte l’artista nero suonasse parti di tastiera con i gomiti, producendo parti quasi inutilizzabili, che poi dovevano essere riorganizzate e a volte risuonate in sua assenza. Quando Tricky le riascoltava a distanza di tempo, pulite dal produttore in modo che sembrassero ben eseguite ,si compiaceva con se stesso: “fantastico! senti che bella parte ho suonato!”.
    Il lavoro di produzione si svolse nello studiolo privato del musicista, che comprendeva: un campionatore Akai S1000, un Atari 1040 con Logic installato, un ADAT, un microfono AKG C3000, un compressore Behringer Composer ed un mixer Mackie 1604.
    Saunders si ritrovò in un puro ambiente da home-recording, con un artista completamente slegato da ogni concetto tradizionale, che voleva provare soluzioni impreviste come assemblare canzoni con tonalità diverse per vedere come suonavano insieme, o mettere insieme campioni con velocità distanti anche 30 Bpm.
    Così la canzone Black Steel è basata su un campione del classico dei Public Enemy, Black Steel In The Hour Of Chaos, sul quale sono state innsestate chitarre e batterie distorte, un basso e la voce di Martina Topley-Bird: una sorta di cacofonia ordinata, con un suono totalmente nuovo.

    La canzone è nata con la precisa volontà di reinterpretare una cover dei Public Enemy, ed ha avuto due diversi periodi di gestazione, il primo basato su un loop di batteria campionato da una canzone indiana ed un giro di chitarra rovesciato, il secondo invece vede la partecipazione della band FTV che Tricky aveva invitato a collaborare per il suo disco.
    Anche se il cantante era già contento delle prima versione del pezzo, fu deciso insieme a Saunders di provare a provare anche a registrare un nuovo arrangiamento con strumenti suonati dal vivo presso gli studi Eastcote aLondra, dotati di una console MCI.
    Il risultato di quella session con gli FTV sarà poi pubblicato su Maxinquaye, nell’unico pezzo del disco che vede la partecipazione di musicisti in carne ed ossa.