• 19Jun

    Le prime volte in studio di registrazione sono di solito abbastanza traumatiche per un cantante agli esordi, questo perchè la situazione è molto diversa rispetto alla sala prove o alle esibizioni dal vivo. Cerchiamo in questo breve articolo di dare qualche suggerimento utile in modo di non arrivare totalmente impreparati alle sessioni di registrazione.
    La prima differenza è che in studio si utilizzano nel 99% dei casi le cuffie, per non avere rientri, e questo può risultare problematico per chi non vi è abituato. Cantare ed ascoltarsi con le cuffie non è all’inizio naturale rispetto ad una ascolto ‘libero’ e ci vuole un pò di tempo, almeno qualche minuto di assestamento per sentirsi a proprio agio.
    La seconda differenza sta nella qualità dei microfoni, che in studio sono spesso a condensatore e moto dettagliati a differenza dei microfoni dinamici usati in sala prove o nei concerti. I microfoni usati in studio per registrare le voci, come per esempio il Neumann U87 ol’U47, sono molto precisi e dettagliati e possono facilmente intimidire chi non vi è abituato. Diciamo intimidire perchè se per esempio un cantante improvvisamente scopre che ogni volta che muove le labbra, anche minimamente ,il rumore viene intercettato dal microfono allora può sentirsi un pò a disagio e perdere il ‘fuoco‘ della sua interpretazione concentrandosi invece su dettagli che poi andranno persi nel missaggio insieme agli altri strumenti.
    Anche in questo caso è importante spendere qualche minuto per adattarsi alla nuova situazione, lavorando assieme al fonico per trovare i settaggi più adatti.
    Dal punto di vista del fonico infatti è necessario adattare il guadagno del preamplificatore  microfonico ed i settaggi di un eventuale compressore al timbro vocale del cantante.
    Una rapida analisi della voce deve portare alla scelta del microfono più adatto e alla individuazione di eventuali problematiche.
    Tornando al cantante uno degli aspetti su cui deve concentrarsi di più, oltre ovviamente a cantare bene, è la distanza dal microfono durante la sua performance. Un pò di esercizio e di prove valgono più di mille parole per descrivere il famoso ‘effetto prossimità‘, cioè quel rinforzo delle frequenze basse che avviene quando la fonte sonora si avvicina al microfono.
    I più bravi cantanti utilizzano questo effetto per dare maggiore spessore e calore alla propria voce, giocando in equilbrio sulla soglia della distorsione del microfono, ma senza mai superarla: è una capacità tecnica da sviluppare molto importante se si vuole rendere al massimo in studio di registrazione.
    D’altro canto invece, si deve anche imparare ad allontanarsi dal microfono al momento in cui  la parte vocale sale di intensità e di dinamica per non sovraccaricarlo, oppure una soluzione alternativa è quella di girare la testa leggermente di lato in modo da non ‘sparare’ il suono direttamente su di esso.