• 21May

    Il posizionamento dei microfoni, chiamata anche microfonatura, è la fase più importante del processo di registrazione in generale, e questa regola vale doppiamente nel caso di strumenti complessi come la batteria.
    La batteria ha una tale varietà timbrica e così tante sfaccettature di suono che per riprenderle tutte è praticamente sempre necessario utilizzare più di un microfono.
    Le tecniche di ripresa multimicrofoniche però possono andare incontro a parecchi problemi di cosiddetta ‘fase‘ del segnale che possono provocare effetti di cancellazione di alcune frequenze e strane storpiature del suono.
    Questi problemi sono principalmente originati dal fatto che se lo stesso suono raggiunge microfoni diversi in momenti diversi allora si viene a creare una sovrapposizione solamente parziale, leggermente ‘sfasata’, dei segnali registrati.
    L’effetto è un po come quello che si ottiene, facendo un paragone con la fotografia, sovrapponendo due foto che ritraggono lo stesso soggetto in movimento a brevissimi intervalli di tempo: una sorta di perdita del fuoco dell’immagine.
    La stessa cosa succede posizionando due microfoni a distanze diverse dalla stessa fonte sonora, visto che il suono viaggia nello spazio alla velocità di circa 330 metri al secondo una differenza di spazio significa anche una differenza di tempo.
    Chiariamo meglio con un esempio: poniamo di registrare  un suono originato sul lato interno di un ambiente lungo 330 metri. Se pongo due microfoni uno sullo stesso lato ed uno su quello opposto, lo stesso suono raggiungerà il secondo microfono più o meno un secondo dopo il primo.
    A livello di registrazione di batteria questo concetto ci serve per capire quanto sia importante posizionare i microfoni panoramici in modo che il suono dei due tamburi più importanti, cioè la cassa ed il rullante che quasi sempre stanno al centro del panorama stereofonico, siano più o meno equidistanti.
    Questo tipo di equilibrio è molto delicato e a volte bastano pochi centimetri di differenza ad alteraerlo in maniera percettibile.
    Il consiglio quindi è quello di misurare sempre con una certa precisione la distanza dei due microfoni e di usare le proprie orecchie per ascoltare gli effetti del posizionamento.