• 09Nov

    Il nome di Peter Gabriel oltre ad evocare nei più nostalgici l’epopea del progressive rock  è ormai anche associato ai suoi famosi studi di registrazione, i famosi Real World Studios a Bath. Gabriel è infatti anche un ottimo produttore e conta tra le sue produzioni crediti come i dischi di Robert Fripp e Joseph Arthur. Proprio grazie a queste esperienze da produttore nel 2002 decide di fare tutto da solo per il disco UP, facendosi aiutare soltanto da una schiera di fonici, di cui uno in particolare, Richard Chappell venne preso come riferimento per seguire tutte le sessioni del disco.
    UP è un disco di ritorno a sonorità fine anni ’80, con canzoni molto lunghe e complicate da cambi di ritmi e tonalità, infatti non ottenne molto successo radiofonico, tuttavia la critica lo accolse piuttosto bene.

    Richard Chappell si è fatto le ossa proprio agli studi Real World, con una gavetta che lo ha portato ad entrare come assistente tutto-fare a 17 anni, ed a scalare di posizione in posizione fino a diventare il principale fonico residente, anche grazie agli insegnamenti di  David Bottrill, primo fonico di Gabriel.
    La lavorazione del disco comunque è stata lunghissima, distribuita in molte locazioni ed in diversi studi di registrazione: da varie interviste di Chappell riusciamo a ricostruire che lui e Gabriel cominciarono a lavorare nel 1995 in uno chalet delle alpi francesi.
    I due soggiornarono per due mesi in Francia, per poi tornare a Bath e rimbalzare immediatamente in Senegal per altri tre mesi di scrittura del materiale.
    L’equipaggimento utilizzato nei periodi lontani dai Real World consisteva in un mixer Mackie a 48 canali, un sistema Pro Tools a 32 tracce, campionatori e synth della Korg, e qualche computer.
    I lavori continuarono a fasi alterne per tutto il 1996, mentre nel 1997 Gabriel e Chappell andarono addirittura a registrare in un barcone che navigava sul Rio delle Amazzoni.
    A quel punto erano state scritte oltre 130 canzoni, alcune delle quali poi andranno a finire dentro alle due colonne sonore che Gabriel scrive tra il 2000 ed il 2002: Ovo e Long Walk Home.
    Uno degli aspetti più significativi di quel periodo è il passaggio alla registrazione totalmente digitale, Chappell ricorda i dubbi iniziali sulla qualità del suono, fugati dopo varie prove ed ascolti: in particolare riguardo ad i convertitori analogico/digitale furono fatti molti tests, per poi decidere di utilizzare quelli del registratore Sony 3348HR.
    La maggior parte del tempo passato negli studi di registrazione Real World, i due lo spendevano nella cosiddetta ‘Writing Room’, una sala isolata equipaggiata con una splendida console della Neve e con parecchio outboard di qualità sempre a disposizione di Gabriel nel caso fosse colpito da ispirazione fulminea.
    La voce del cantante fu ripresa con un microfono a valvole Sony C800, spesso combinato assieme ad uno Shure SM58, dopodiche veniva effettata in tutti i modi possibili, con pedalini da chitarra, con plugins o con vari compressori di tutti i tipi: Gabriel ama sperimentare coi suoni e non lascia nulla di intentato per ottenere timbriche originali ed inaspettate. Un esempio di quesot tipo è la canzone Darkness in cui la sua voce viene filtrata con un pedale Sansamp.
    A mixare le canzoni fu chiamato Tchad Blake, ammirato per il suo amore per la sperimentazione sonora, che utilizzò il mixer SSL G-series che risiede nella sala grande degli studi Real World. In questo modo mentre Blake mixava Gabriel poteva continuare a lavorare nella Writing Room, facendo aggiunte dell’ultimo momento che poi Blake cercava di inserire nei missaggi: a volte però la cosa non era così automatica, visto che l’aggiunta di di nuove tracce poteva compromettere l’equilibrio dei pezzi, per cui successe anche che Blake ne rifiutò alcune, naturalmente argomentando le sue scelte.