• 14Oct

    I Depeche Mode sono il monumento vivente della New Wave degli anni ’80 ed il loro rappresenta un raro esempio di una band in grado di cavalcare con successo ben 3 decenni di musica, sempre ampliando le schiere dei loro fedeli fans che possono essere paragonati ai seguaci di un culto religioso.
    La loro carriera li ha visti cambiare stili e sonorità, dalla dance, al new romantic, all ‘industriale, alla psichedelia, al rock ma sempre con una profonda coerenza di fondo e soprattutto con una invidiabile ispirazione creativa che raramente li abbandona.
    Martin Gore, Alan Wilder, David Gahan e Andrew Fletcher nel 1984 erano reduci dal grande successo di Master and Servant e si apprestavano ad entrare in studio per il nuovo disco Some Great Reward assieme al fido produttore e fonico Gareth Jones.
    Questi si era fatto le ossa come tecnico del suono negli studi della radio della BBC per passare poi a lavorare in studio di registrazione dove aveva avuto l’opportunità di lavorare con alcuni membri degli Ultravox, specialmente col cantante John Foxx.
    Questa collaborazione lo mise in contatto con i Depeche Mode, che lo vollero in studio fin dai tempi di Construction Time Again.
    La band ne aveva abbastanza della loro immagine di synth-pop da classifica, e voleva esplorare nuovi territori musicali più ambiziosi, cupi e sperimentali e Jones era la persona giusta per questo tipo di svolta.
    Uno degli studi di registrazione da loro preferiti erano i famosi Hansa Studio di Berlino, una città che in passato aveva già ispirato musicisti come David Bowie e la cui atmosfera cupa bene si addiceva alla nuova direzione artistica che i 4 volevano imprimere al loro progetto.
    Gli studi Hansa ospitavano un mixer SSL 4000E customizzato, un registratore a nastro a 24 tracce della Studer modello A800, ed una invidiabile collezione di microfoni ed outboard.
    Fu così che tutti si trasferirono a Berlino per lavorare al nuovo disco.
    Jones ricorda come People Are People fosse costruita attorno ad una serie di campionamenti eseguiti con il Synclavier, un synth in grado di funzionare anche come campionatore monofonico, che divenne il loro strumento principale per sperimentare coi suoni.
    Spesso venivano campionati rumori dal mondo esterno, che venivano poi portati in studio e lavorati come se fossero parti musicali, soprattutto ritmiche. Questo processo fu spesso portato all’estremo, e People are People ne è un classico esempio.
    In quest’ottica il campionatore non veniva usato per riprodurre strumenti musicali già esistenti ma per creare suoni e timbriche originali, per sperimentare con suoni nuovi e soluzioni impreviste.
    Così per esempio il rumore ritmico di una pallina da ping pong che rimbalza o il suono di una aspirapolvere diventavano i punti di partenza attorno a cui costruire le canzoni attorno alle melodie scritte da Martin Gore.
    Parte di questo approccio Gareth Jones lo aveva già sperimentato nel suo lavoro precedente con il gruppo tedesco degli Einsturzende Neubate, precursori della musica industriale con i quali aveva collaborato ed il cui manifesto sonoro era una sorta di ‘inno al rumore’.
    Sicuramente i campionamenti di oggetti di metallo percossi che fanno parte di People Are People sono un omaggio alla filosofia degli Einsturzende Neubate, trasposta nel mondo della musica pop da classifica.
    Per rendere più vivi i suoni, quasi sempre essi venivano riprodotti in ambienti riverberati, come per esempio la sala ripresa dello studio e microfonati in modo da ottenere un carattere meno asettico.
    People are People venne costruita una traccia alla volta, viste le limitazioni della strumentazione dell’epoca, e spesso con problemi di sincronizzazione da risolvere, che impedivano per esempio di sottrarre le tracce ritmiche di base, perchè nel fare ciò le fondamenta della canzone stessa sarebbero crollate. Insomma un modo di lavorare quasi ‘dal vivo’ anche se elettronico, che presupponeva una profonda conoscenza delle problematiche di sincronizzazione tra diverse macchine.
    Le parti vocali furono registrate sia da Dave Gahan che da Martin Gore, che cantò la parte del bridge, e per entrambi i cantanti fu utilizzato un microfono AKG Tube, oltre che un compressore Compex Vocal Stressor ed un leggero effetto di chorus/echo. Gli effetti furono registrati direttamente su nastro.
    I suoni di batteria consistevano in campioni, ma essi furono suonati da un potente impianto audio posizionato nella grande sala ripresa degli studi Hansa e quindi microfonati con Neumann U87 e Schoeps CMTS501: in questo modo si dava ai campionamenti di batteria quell’ambiente e quella sporcizia di suono che le macchine spesso rubano.
    Quei suoni erano comunque quasi sempre controllati dai Gates, in modo da deciderne la lunghezza ed anche per ridurre il fruscio del nastro.
    Anche il basso fu suonato da una macchina, precisamente da un Minimoog ARP 2600, mentre i synths utilizzati furono spesso suonati su amplificatori da chitarra, per colorarli con vari tipi di distorsione.
    In totale i Depeche Mode e Gareth Jones restarono in studio per 7 giorni per realizzare People Are People, compreso il missaggio che fu eseguito dallo stesso Jones sempre agli studi Hansa.