• 13Jul

    Esistono molti modelli di cuffie da studio, alcuni anche molto costosi, e questi trovano sempre una loro utilità in studio di registrazione, ma quasi mai in fase di missaggio.
    Questa purtroppo è una cattiva notizia per tutti quegli homercorders che hanno dei vicini che si infastidiscono particolarmente a causa dell’alto volume della musica, ma non esiste nessun sostituto per un buon impianto di ascolto.
    Le cuffie, anche le più costose, influenzano in maniera troppo importante la percezione del suono che arriva alle nostre orecchie, per una serie di motivi puramente fisici.
    Prima di tutto il panorama stereofonico ascoltato in cuffia è sempre esagerato, questo perchè nelle situazioni reali no si ha mai una separazione così netta ed asettica tra canale destro e canale sinistro: in situazioni reali il suono che parte dal monitor sinistro NON raggiunge solamente l’orecchio sinistro, e viceversa.
    Inoltre la mancanza di spazio fisico tra le orecchie e la fonte del suono creano un’ascolto innaturale, esagerato anche dall’effetto fletcher-munson, che è responsabile di un rinforzo del suono dovuto alla vicinanza dell’orecchio alle cuffie stesse.
    Per questi motivi è molto difficile giudicare un singolo suono tramite le cuffie, problema che diviene anche più evidente se si provano ad eseguire interi missaggi con tanto di effetti.
    Ovviamente nessuno dice che questa sia una verità assoluta e che non esistano eccezioni alla regola, ma il più delle volte i fonici si trovano di fronte a sorprese inaspettate quando lavorano i propri missaggi in cuffia e poi li controllano su ascolti tradizionali.