• 03Jun

    Capita spesso che, microfonando una batteria, ci si accorga che il rientro del suono dell’hi hat (chiamato anche charleston) sia molto fastidioso, tanto da compromettere il timbro stesso del rullante, che diviene quindi ingestibile in missaggio.
    Ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutare a risolvere tale situazione, ma prima di elencarveli è necessario sottolineare in maniera decisa come sia la capacità tecnica del musicista a controllare il timbro del proprio strumento. In parole povere, se il batterista picchia come un dannato sul charleston e non ‘guida’ la canzone col rullante allora avete ben poche speranze di risolvere la situazione. E’ purtroppo un problema molto diffuso in batteristi che hanno poca esperienza e che tendono a suonare poco bilanciati: in realtà il controllo del suono del proprio strumento ce l’hanno proprio loro, letteralmente nelle loro mani, e se esso è compromesso all’origine c’è ben poco che il fonico possa fare.
    Quindi se possibile, la faccenda va risolta all’origine, spiegando al musicista quanto sia importante il suo approccio tecnico.
    Un ‘trucco‘ che spesso funziona è anche quello di aumentare il volume del microfono dell’hi hat nella cuffia del batterista: in questo modo tenderà a suonarlo più piano.
    Rimangono però situazioni ove, per diversi motivi, ciò non basta e qui il consiglio è quello di usare sempre un microfono dinamico fortemente direzionale (un nome su tutti: SM57) e di posizionarlo tra il charleston ed il rullante, che dia, per così dire le spalle proprio al charleston, in modo che la sua capacità di respingere il suono sia massima proprio in sua corrispondenza.
    Un altro aiuto può essere inserire un vero e proprio ostacolo, fatto di materiale assorbente, tra i due pezzi della batteria. Una specie di scudo sonoro, che bisogna posizionare accuratamente insieme al batterista, in modo da non comprometterne la capacità di suonare.
    Se il danno è già stato fatto, se le tracce sono già state registrate e presentano il problema dei rientri non tutto è perduto.
    E’ possibile provare con due distinte tecniche a minimizzare i rientri nella traccia audio del rullante usando un Gate, cioè un effetto sonoro che diminuisca il volume al di sotto di una certa soglia. In questo caso è necessario prestare molta attenzione ai settaggi dei parametri del Gate, con la soglia, l’attacco ed il rilascio che andranno ad influenzare in maniera decisiva il timbro del rullo.
    Il consiglio per avere un suono naturale è quello di non bloccare totalmente il suono quando il Gate non è innescato, ma semplicemente di diminuirlo di qualche DB.
    La seconda tecnica è quella di provare con un Expander, cioè con un espansore di dinamica, un effetto che fa il lavoro opposto di un compressore. Anche qui il settaggio della soglia di intervento, dell’attacco e del rilascio sono parametri fondamentali.