• 16Nov

    Uno dei luoghi comuni più diffusi tra gli appassionati, ma spesso anche tra gli addetti ai lavori dell’audio è che il digitale suoni peggio dell’analogico, che in qualche modo la registrazione digitale e/o i processori di segnale digitali manchino d’anima e non riescano a catturare l’essenza e la tridimensionalità del suono come le vecchie bobine.
    Ora, senza volere pendere da una parte o dall’altra, possiamo dire in tutta tranquillità: chissenefrega!
    La realtà, il famoso elefante nella stanza che nessuno vuole vedere, è che si tratta di due approcci, due metodologie di lavoro che non possono essere assolutamente comparate, perchè constano di un insieme di procedure talmente diverse da rendere i risultati non paragonabili.
    Il punto di vista migliore è quello di chi cerca di sfruttare i vantaggi offerti da entrambi i mondi, cioè la velocità e l’elasticità del digitale con la riconoscibilità universale del suono analogico.

    Il punto principale a vantaggio del suono analogico è che le nostre orecchie sono naturalmente abituate ad esso (anche se è tutto da dimostrare per le generazioni di giovanissimi cresciuti con l’ipod e l’mp3), perchè le registrazioni che hanno fatto la storia della musica del secolo scorso sono di questo tipo.
    Certi timbri, certi suoni sono diventati marchi di fabbrica e sono tuttora visti come modelli da imitare: si pensi nell’ambito della musica Rock al famigerato suono della batteria di John Bonham dei Led Zeppelin, oppure a certe atmosfere che solo i nastri di un Mellotron possono evocare. Da questo punto di vista il digitale fa quello che può, cioè copia. Questa copia manca però dell’imprevedibilitò insita nel mondo reale, dove spostare un microfono di 20cm può creare effetti imprevedibili, magari disastrosi, però in qualche modo creativi.
    Al momento questo è proprio ancora il limite maggiore di tutta la tecnologia audio digitale, ma da un altro punto di vista tutta questa prevedibilità si traduce in vantaggi non da poco: facilità di editazione, conservazione perfetta del segnale etc etc

    Tutto questo per dire che in realtà la polemica sulla superiorità dell’ audio analogico o dell’audio digitale, che periodicamente ritorna di attualità, non ha praticamente nessun senso… una persona con un minimo di esperienza saprà sempre quali vantaggi di un mondo o dell’altro sfruttare.