• 29Dec

    Nella lunga catena della registrazione audio ogni elemento è egualmente importante, infatti si usa dire che la qualità di un sistema è sempre limitata dal suo elemento più debole, che crea il famoso effetto ‘collo di bottiglia’.
    Spieghiamo meglio: usare un microfono di altissima qualità accoppiato con un preamplificatore di bassa qualità otterrà probabilmente risultati mediocri, perchè l’uno influenza l’altro, nel bene e nel male, ed in questo caso la bassa qualità del preamplificatore trascina verso il basso l’alta qualità del microfono.
    Così succede spesso che si tenda a prestare parecchia attenzione a quegli anelli delle catena della registrazione audio che sono più evidenti, più tangibili se vogliamo, come i microfoni e l’outboard, tralasciandone altri di eguale importanza come i convertitori analogico/digitale(A/D) e digitale/analogico (D/A).

    I convertitori Analogico/Digitale sono di fondamentale importanza perchè possono compromettere in maniera drastica la fedeltà della nostra registrazione, se non hanno adeguata qualità. Purtroppo è molto difficile giudicare la loro bontà, perchè in realtà influenzano il suono in minima parte, lasciando una specie di ‘impronta’ sull’audio registrato che non si nota facilmente su di una singola traccia, ma che diventa evidente ed udibile quando si ascoltano più tracce contemporaneamente.
    La prova del nove è sempre quella di giudicare con le proprie orecchie su più tracce contemporaneamente, perchè spesso le differenze tra i suoni dei convertitori usati per registrare un’unica fonte possono essere enormi.
    Per fortuna la situazione è molto migliorata rispetto a qualche anno fa, quando nel mercato erano presenti macchine che costavano parecchio e non offrivano molta qualità, ed oggigiorno esistono convertitori a 24 bits di medio prezzo che hanno una più che dignitosa resa sonora.

    Altrettanta importanza rivestono i convertitori Digitale/Analogico, perchè questi influenzano in maniera decisiva ciò che ascoltiamo, cioè il suono proveniente dai monitors. Da questo punto di vista ricordiamo che  l’ascolto è la chiave per prendere tutte le decisioni in studio, ma se l’ascolto è falsato dai convertitori anche tutte le decisioni prese saranno falsate e relative.
    Esistevano qualche anno fa una serie di convertitori di una famosissima ditta produttrice che tagliavano inopinatamente il segnale audio in uscita sotto i 45Hz, rendendo sempre una ‘scommessa’ le scelte sulle frequenze basse di ogni missaggio… ogni tanto, in qualche studio, se ne vede ancora in giro qualche esemplare: se li vedete scappate a gambe levate!