• 05Aug

    L’effetto cocktail party è quella innata capacità del nostro cervello di riuscire ad organizzare in maniera logica e comprensiva un suono unico, su cui ci stiamo concentrando, rispetto ad un insieme di altri suoni che si sovrappongono ad esso. Per capire di cosa stiamo parlando basta fare riferimento ad una esperienza comune cioè quella di un ambiente affollato e chiuso in cui si svolgono molte conversazioni contemporaneamente. Il brusio generato dalle conversazioni, nonostante nel suo insieme sia più alto di volume, non ci impedisce di comprendere quello che la persona con cui stiamo conversando ci sta dicendo. Quello che il nostro cervello in pratica riesce a fare è di abbassare la soglia di attenzione su suoni che considera ‘secondari’, anche se più alti di volume, per concentrarla su  quelli che considera ‘principali’.
    Inoltre seguendo istintivamente stimoli esterni Il cervello può velocemente cambiare l’oggetto della propria attenzione ed escludere in maniera rapida quello a cui stava prestando attenzione in favore di ciò che ha prodotto lo stimolo: in sostanza, continuando con l’esempio del party, se qualcuno attira la nostra attenzione allora gireremo a lui la nostra capacità di comprendere ciò che dice, in sfavore del nostro penultimo interlocutore.
    Questa capacità del nostro cervello ha tutta una serie di conseguenze per quanto riguarda l’audio e le tecniche di missaggio da usare sia in studio di registrazione sia durante concerti dal vivo.
    La conseguenza più importante è sicuramente quella che un suono nuovo introdotto all’interno del missaggio ad un certo punto della canzone può distrarre l’attenzione da un altro suono già presente e che abbia un volume più alto.
    Questo in concreto significa che non occorre sovrastare tutto il resto degli strumenti per attirare l’attenzione su un elemento di una canzone,  ma basta inserirlo in un secondo momento.
    Facciamo un esempio tra i più classici: se un gruppo ha due chitarre ritmiche che suonano durante la strofa di una canzone e si vuole fare in modo che una delle due venga in qualche modo notata di più allora la si deve togliere dalla prima parte della strofa ed inserirla nella seconda.
    In questo modo la prima chitarra di base, sempre presente diventa velocemente lo ‘sfondo’  della canzone, e la seconda che entra dopo aggiunge qualcosa di nuovo che attira l’attenzione dell’ascoltatore in un tipico esempio da effetto cocktail party.