Il sesto disco dei Mogwai, registrato nel febbraio 2008, ha come sempre eccitato la critica musicale sempre generosa verso una delle bands che può a pieno titolo definirsi pioniera del post-rock.
Fin dal loro esordio con Young Team nel 1997 il gruppo scozzese ha saputo creare una originale miscela di epicità e malinconia in tracce strumentali che hanno ispirato in maniera importante le nuove generazioni di musicisti.
E’ poi molto interessante il fatto che in più di dieci anni di onorata carriera la formazione non sia mai cambiata (ad eccezione del primo batterista che fu con il gruppo solamente durante le registrazioni del primo disco) e che anche per quanto riguarda il processo creativo, cioè la scrittura delle canzoni, esistano consuetudini ed intese che ancora vanno avanti.
Il modo di scrivere dei Mogwai è molto istintivo ed a loro detta l’ispirazione può venire da qualsiasi idea musicale di chitarra, tastiera e basso oppure da un ritmo.
All’inizio vengono raccolte a decine tutte le idee che si ritengono più valide, e le si registrano in bassissima fedeltà, poi si procede ad una scrematura per selezionare quelle su cui lavorare effettivamente insieme.
L’approccio a questo punto diventa molto ‘free‘ con una serie di jam sessions che devono in qualche modo dare forma all’idea, una volta stabilita una forma si provano i pezzi durante i concerti dal vivo per curarne nel dettaglio dinamiche ed arrangiamenti.
In questo modo accade spesso che durante le esibizioni dal vivo le canzoni prendano strade anche diverse da quelle pensate durante le prove, una sorta di battesimo del fuoco che ha lo scopo di renderle così coerenti e compatte.
Le registrazioni di The Hawk Is Howling si sono svolte a Glasgow allo studio Chem 19 sotto il controllo di John Cummings, che è anche chitarrista della band, e che quindi aveva un doppio ruolo sia di fonico sia di musicista.
Ben presto però Cummings volle concentrarsi solamente sulla chitarra e lasciò spazio ad altri fonici, come per esempio Andy Miller, fonico residente dello studio.
Nella musica dei Mogwai la chitarra occupa uno spazio centrale per cui molta cura è posta nella scelta degli amplificatori, spesso testate Marshall per basso, che devono creare il muro del suono che è così caratteristico anche delle loro esibizioni dal vivo. Anche la scelta dei pedali di distorsione e di effetti vari ha una importanza fondamentale nel suono della band, tanto che la Electro-Harmonix ha addirittura prodotto un pedalino a tiratura limitata chiamato ‘Mogwai Big Muff’ con una distorsione potentissima. Una selezione di delay e di effetti vari della Boss poi complementa e arrichisce la paletta sonora del gruppo.
The Hawk Is Howling è registrato totalmente in digitale, direttamente su Pro Tools, mentre il missaggio fu in analogico allo studio Castle of Doom, sempre in Scozia, ad opera di Gareth Jones con una console Euphonix CS2000.
A detta dei membri della band l’esperimento di provare a registrarsi da soli non verrà ripetuto in futuro, perchè, come abbiamo anche noi già più volte scritto su queste colonne, comporta una sorta di ’schizofrenia’ che nella maggior parte dei casi non porta alcun beneficio ed anzi danneggia il risultato finale.
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04Sep
