• 30Mar

    Le tecnologia si è evoluta moltissimo negli ultimi 30 anni ed è molto significativo notare come invece le tecniche microfoniche di registrazione in realtà non siano cambiate affatto.
    Per questo motivo vale sempre la pena di indagare su come siano stati registrati i ‘grandi classici’ della musica moderna, quelli che hanno fatto la storia e che rimangono e rimarranno per sempre circondati da un’alone di magia. Tra questi non si può non includere una gran parte della discografia di Paul Simon e Art Garfunkel, ma anche di Simon solista.

    Il tecnico del suono che ha registrato moltissimi dei loro successi si chiama Roy Halee e senza dubbio ha lasciato la sua bella impronta nella musica degli ultimi 50 anni, visto che ha anche avuto a che fare con Bob Dylan (era assistente nelle sessioni di registrazione di Like a Rolling Stone), the Byrds, Barbra Straisand e molti altri.
    Proprio da alcune interviste da lui rilasciate si riesce a ricostruire molto in dettaglio come questi capolavori videro la luce. Una vera e proproa ‘chicca’ riguarda il  modo in cui il duo registrava le proprie voci, sempre insieme usando un unico microfono, un Neumann M49.
    L’impasto che si otteneva in quel modo era, secondo Halee, impossibile da riprodurre con una microfonatura separata per ognuna delle due voci, indi la scelta di usare un solo M49.
    Egli racconta alcune soluzioni sonore di classici come ‘the boxer‘ furono suggerite in studio da lui, infatti l’inserimento degli ottoni e delle voci registrate alla fine del pezzo furono una sua idea.
    Gran parte di quei dischi erano incisi da 2 registratori a 8 piste sincronizzati, in modo da avere la bellezza di 16 tracce in totale: un lusso per l’epoca.

    Dopo lo scioglimento di Simon e Garfunkel, Halee ha continuato a lavorare nei progetti solisti di entrambi i musicisti, attività che lo ha portato a registrare lo straordinario Graceland nel 1986.
    Graceland è unanimamente considerato un perfetto esempio di ‘crossover’, di contaminazione tra stili musicali ben bilanciati, oltre che un bel disco di canzoni scritte da Paul Simon.
    In questo disco la ricerca di sonorità e ritmiche tribali africane si accompagna al gusto raffinato per la melodia ed il risultato è spettacolare, anche dal punto di vista delle vendite visto che furono letteralmente razziate dai negozi più di 14 milioni di copie.
    Per la sua registrazione Roy Halee si reca a Johannesburg, in Sud Africa, dove una serie di talentuosi session men locali viene ingaggiata. Secondo la sua descrizione lo studio di registrazione era di molto buona qualità, ma la sala ripresa aveva praticamente le dimensioni di un garage, fatto che avrebbe potuto presentare qualche controindicazione, visto che l’idea era quella di registrare tutti i musicisti insieme in ‘presa diretta‘.
    Invece una serie di accorgimenti tra cui alcuni pannelli isolanti ed una saggia scelta dei microfoni adatti garantirono la giusta separazione degli strumenti durante le riprese.
    La voce di Paul Simon nel disco è registrata con un Neumann U67 oppure con un Neumann M49, a quanto pare le buone abitudini degli anni ’60 non erano andate perse.
    Il missaggio di Graceland si è svolto allo studio Hit Factory di New York, su una costosa console della SSL collegata ad un registratore multitraccia Sony PCM3324, e per missare ogni canzone ci sono voluti in media 2 giorni!
    Se non conoscete Garceland, il consiglio è di procuravene subito una copia, perchè non può mancare dalla collezioni di dischi di nessun amante della musica.