Nel 1993, in piena epoca ‘grunge‘, una band si apprestava a lasciare un segno indelebile sulla storia della musica con un disco che ancora oggi risulta quanto mai moderno grazie ad una serie di soluzioni sonore e di arrangiamento assolutamente ispirate che hanno poi fatto scuola negli anni successivi. Gli Smashing Pumpkins erano già in forte ascesa di popolarità prima della pubblicazione del nuovo disco, grazie al buon riscontro del loro album d’esordo Gish, di Siamese Dream li catapulterà verso la notorietà internazionale con singoli come Today e Disarm, che campeggiarono nei piani alti delle classifiche per diversi mesi.
La lavorazione del disco non fu per niente facile, perchè Billy Corgan, cantante e fondatore della band, stava attraversando una profonda crisi esistenziale e di salute, dovuta anche all’abuso di sostanze stupefacenti che lo avevano portato ad una sorta di blocco creativo. Inoltre i rapporti personali tra i membri del gruppo erano tutt’altro che idilliaci, per vari motivi personali i litigi erano all’ordine del giorno.
Tra il dicembre del 1992 ed il marzo 1993 gli Smashing lavorarano presso gli studi Triclops in Georgia, volutamente lontano dalla natia Chicago e dalle sue pericolose ed intossicanti tentazioni. Insieme alla band il produttore Butch Vig, che aveva già lavorato a Gish ed il fonico Jeff Tomei.
Per i motivi precedentemente citati il lavoro in studio diventò molto faticoso ed ossessivo, Billy Corgan e Butch Vig passarono settimane con turni lavorativi di 16 ore al giorno per raggiungere il risultato sonoro che il cantante-chitarrista si era prefisso.
Ancora oggi il produttore ricorda il periodo come molto stressante ma allo stesso tempo guidato dalla grande ambizione di creare un qualcosa che fosse ‘unico e meraviglioso’.
Tale fu lo stress delle settimane di registrazione e produzione che Butch Vig non se la sentì di mixare il disco e per il compito fu chiamato Alan Moulder, che comunque non riuscì a cavarsela in fretta visto che Corgan e Vig lo trattennero per oltre un mese a lavorare sui dettagli del missaggio!
Siamese Dream fu insomma un disco sofferto in tutti i sensi, un dato è molto significativo al riguardo: in molte canzoni furono registrate più di 40 parti di chitarra.
Per tale motivo fu necessario creare mappature su come e quando utilizzare queste parti di chitarra all’interno delle canzoni, il che rese poi il missaggio una sorta di ‘cruciverba musicale’.
Le chitarre furono registrate con microfoni AKG 414, alcuni non precisati microfoni a nastro e con SENNHEISER MD421, ed i diversi timbri necessari per differenziare la grande quantità di parti registrate furono ottenuti grazie a spostamenti e riposizionamenti dei microfoni utilizzati.
In particolare Butch Vig descrive una sua tecnica precisa per ottimizzare queste differenze: alzare il volume dell’amplificatore al massimo in modo da ottenere un forte rumore di fondo, microfonare il rumore di fondo ed ascoltarlo in cuffia assieme alle parti della canzone precedentemente registrate, ovviamente ad un volume relativamente più basso rispetto al rumore. In questo modo muovendo il microfono ed ascoltando in cuffia le variazioni del rumore di fondo Butch Vig decideva quale fosse la posizione più consona del microfono stesso.
Personalmente non ho mai provato questa tecnica e non so se possa funzionare in tutte le situazioni, ma se lo dice Butch Vig qualcosa di vero ci deve essere.
La chitarre acustica registrata nelle ballate come Disarm era una Ovation registrata con un Neumann U47 o spesso con un AKG 414.
Anche le registrazioni vocali furono molto tirtuose e spesso furono necessarie sessioni di 8 ore per registrare una sola canzone: la voce di Billy Corgan fu registrata con un microfono Shure SM7, un premaplificatore API ed un Limiter della Summit, modello TLA-100.
Le orchestrazioni del disco sono in realtà il risultato di numerose sovraincisioni di due unici musicisti: un violinista ed un violoncellista registrati con un Neumann fet 47.
Una particolarità di Siamese Dream è la presenza del suono di un Mellotron autentico, che in alcune canzoni come’Spaceboy’ risulta essere abbastanza scordato, ma questi sono i rischi che si corrono quando si vuole utilizzare un tale strumento, tanto bello quanto imprevedibile.
Rimane da dire che il disco fu ovviamente registrato su nastro (Studer) e mixato su una splendida console Neve 8068.
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09Jul
