• 26Aug

    Il 1984 è un anno fondamentale nella carriera di Madonna, che dopo avere conosciuto una certa fama con l’omonimo album di esordio, accede all’olimpo delle superstars mondiali grazie al disco ‘LIke a Virgin‘, che nel corso degli anni arriverà a vendere oltre 200 milioni di copie.
    Una delle componenti fondamentali di questo incredibile successo è la figura del produttore Nile Rodgers, del gruppo Chic, uno dei più rappresentativi della dance fine anni ’70.
    Rodgers chiamerà a lavorare al disco di Madonna presso gli studi di registrazione Power Station di New York tutta la sezione ritmica della sua band cioè Tony Thompson alla batteria ed Bernard Edwards al basso.
    Questa è una scelta abbastanza in controtendenza in un epoca dove gran parte della musica dance/pop veniva gestita da sequencers e campionatori, che rappresentavano una novità assoluta e che stavano diventando indispensabili per le grandi produzioni in studio.
    Ma Nile Rodgers per questo disco aveva un idea di produzione più legata alla dance anni ’70, in cui il groove del brano era una creazione totalmente umana data dall’interazione e dall’interplay dei musicisti.
    Il fonico chiamato a lavorare alle sessioni di ‘Like a Virgin’ è Jason Corsaro, che in quel periodo abitualmente lavorava agli studi Power Station e che aveva già fatto esperienze importanti con Rolling Stones, Paul Simon e appunto Chic.
    Proprio da varie interviste rilasciate da Corsaro riusciamo a ricostruire come avvennero le sessioni del disco, che fu registrato in digitale con un registratore Sony 3324 a 12 bit, una tecnologia assolutamente nuova per l’epoca.
    La decisione di fare suonare il batterista Tony Thompson nella grande sala ripresa di solito destinata al rock, invece della più piccola destinata alle produzioni R&B, fu di Corsaro, è da subito fu chiaro come la combinazione del potente ed asciutto stile di Thompson con un suono più ‘di ambiente’ avesse un effetto di fare ‘respirare’ la musica in maniera molto efficace.
    Corsaro ricorda come il batterista picchiasse molto duro sulla cassa, e che l’unico microfono che potesse sopportare tutta la pressione sonora prodotta dal battente fu un SM58, accoppiato con un Neumann U47fet più lontano.
    Altri microfoni usati sulla batteria comprendevano il classico Shure SM57 sul rullante, Sennheiser MD 421 sui toms e Neumann U47fet più lontani, per la riverberazione della stanza.
    Una delle tecniche più interessanti rivelate dal fonico riguarda come vennero processati i microfoni di stanza perchè la grande stanza aveva un colore del suono molto brillante, con poca risonanza della frequenze basse, che Corsaro invece voleva più presenti per formare un suono più ‘grosso’.
    Così i microfoni di stanza furono processati con un Publison stereo harmoniser, che permette di abbassare la tonalità delle tracce audio in maniera molto naturale: tutte le tracce abbassate di un ottava, ovviamente in maniera non troppo invasiva, diedero  l’illusione che le frequenze alte fossero meno taglienti e le basse più dense.
    Questa tecnica portò grande beneficio soprattutto al suono della cassa e dei toms.
    Il basso Music Man di Bernard Edwards fu invece ripreso in diretta dall’amplificatore sempre della Music Man, mentre tutte le chitarre suonate da Nile Rodgers furono registrate con microfoni Shure SM57.
    La voce di Madonna fu ripresa con un AKG C24,  alimentato da un preamp della Schoeps ed equalizzata con un Pultec.
    Per finire, la console utilizzata da Corsaro per registrare e mixare ‘Like a virgin’ fu una SSL E-series a 48 ingressi, con la bellezza di 24 equalizzatori Pultec inseriti direttamente, mentre gli ascolti erano monitors della Urei 813.