• 12Oct

    Anche se ormai da più di un decennio la sua stella musicale si è eclissata, e più che altro fanno parlare le sue peripezie legali con tanto di battaglia aperta contro i software peer-to-peer, c’è stato un momento negli anni ’80 in cui Prince sembrava essere vicino a spodestare Michael Jackson dal trono di re della musica pop.
    Prince Rogers Nelson, conosciuto anche come il “genio di Minneapolis” aveva cominciato la sua precoce carriera a soli 19 anni, con il disco For You, in cui per la prima volta apparve il credito “Produced, Arranged, Composed and Performed by Prince” (prodotto, arrangiato, composto ed interpretato da Prince), che diventerà una costante di tutti i suoi dischi futuri.
    Che Prince avesse molteplici talenti è indubbio, e per i suoi fans egli riassumeva in una unica persona le doti vocali di Stevie Wonder, quelle chitarristiche di Jimi Hendrix e la capacità di scrittura dei Beatles: cosa desiderare di più?
    Nel 1984 il nostro aveva già raggiunto lo status di rockstar, grazie al disco Purple Rain ed a singoli che raggiunsero il numero uno nelle classifiche di vendita come When Doves Cry o Let’s go Crazy, cui fece seguito Around the World in a Day nel 1985 saturo di imprevedibili atmosfere psichedeliche.
    Così è un Prince in piena forma quello che nel 1986 si appresta a registrare il nuovo album Parade presso gli studi Sunset Sound di Los Angeles assistito dal fonico David Z.
    David Z ricorda di avere ricevuto una chiamata dall’artista nero che gli chiedeva la sua disponibilità per stare 3 giorni in studio di registrazione, per lavorare con una nuova band che egli voleva produrre chiamata Maserati.
    La canzone Kiss era stata scritta alla chitarra acustica proprio dal genio di Minneapolis per i Maserati e fu così che il fonico e la band cominciarono a lavorarci su: l’arrangiamento ritmico fu sviluppato da David Z su una drum machine Linn 9000, che fu registrato su nastro e sul quale lo stesso fonico incise alcuni accordi di chitarra. Seguì poi la parte di basso incisa dal turnista Mark Brown ed una serie di accordi di pianoforte suonati dal tastierista dei Maserati.
    Ma il risultato di quelle parti non era convincente, e l’impressione di chi partecipava alla canzone era di brancolare nel buio, specialmente perchè la canzone non era stata ancora completamente scritta!
    Dopo due giorni i vari partecipanti alle sessioni trovarono Prince ad aspettarli in studio: aveva cambiato idea, la canzone era troppo bella e voleva tenerla per se! L’imprevedibile Prince a questo punto chiese a David Z di prolungare la sua permanenza di oltre un mese per lavorare al suo nuovo disco.
    La prima cosa che egli decise fu di rimuovere il basso da Kiss, andando a processare la cassa con un suo classico trucco che ‘riempiva’ lo spazio lasciato da quello strumento: un riverbero AMS 16 rovesciato.
    Prince tagliò gran parte delle parti registrate in precedenza lasciando un totale minimalistico  totale di 9 tracce per il mix finale, che durò la bellezza di … 5 minuti sul mixer API del Sunset Sound per ottenere un suono secco e  privo di riverbero (negli anni ’80 era una bestemmia)!
    La voce di Prince fu registrata con un Sennheiser 441, microfono che egli preferiva e che gli era stato consigliato da Stevie Nicks dei Fleetwood Mac.
    La cosa più divertente fu la reazione assolutamente negativa della casa discografica quando sentì il mix, che secondo i managers suonava come un demo, troppo secca e ‘basica’, addirittura senza basso!
    Ma Prince non era tipo da farsi mettere i piedi in testa e volle assolutamente che Kiss fosse il primo singolo di Parade. Ed a ragione, visto che la canzone in poche settimane avrebbe raggiunto il primo posto in classifica.