• 04May

    Nonostante il successo del loro secondo album, Sam’s Town del 2006, i The Killers hanno deciso di cambiare qualcosa nella loro formula vincente e di essere il più indipendenti possibile nelle registrazioni delnuovo disco Day & Age.
    Anche se viene spesso scambiato per un gruppo inglese, grazie al suo sound più europeo che americano, il gruppo capitanato da Brandon Flowers viene da Las Vegas, città dove i musicisti hanno acquistato il loro studio di registrazione privato chiamato Battle Born (potete trovare il profilo dello studio su myspace a questo indirizzo: www.myspace.com/studiof107 ).
    Subito dopo averlo acquistato lo studio venne equipaggiato con un mixer API 1608 e con monitors Westlake BBSM-10, e come spesso succede, nonostante la volontà di arrangiarsi totalmente i musicisti fecero una parziale marcia indietro: a dirigere le operazioni dal suo studio di Londra fui chiamato a collaborare il produttore Stuart Price.
    Principalmente impegnato con progetti di musica da discoteca, Price era già conosciuto dai The Killers per aver remixato successi di Coldplay e No Doubt, oltre che per aver prodotto Confessions on a Dance Floor di Madonna.
    Il produttore era stato incontrato dal gruppo dopo il suo remix di Mr Brightside aveva ottenuto una nomination per i Grammy, ed il rapporto che si instaurò fu fu talmente positivo che, una volta realizzata la necessità di una persona esterna, la scelta di produrre il nuovo disco cadde proprio su di lui.
    Una peculiarità di questa collaborazione è che inizialmente si svolse a distanza, Price infatti non si mosse da Londra mentre i musicisti registravano nel loro studio di Las Vegas. Lo scambio di materiale avveniva tramite Apple iDisk con relative emails di spiegazioni ed in pratica non c’era nessun contatto fisico tra di loro, in pieno spirito Internet/Multimediale.

    Così il gruppo ha trascorso l’estate del 2008 registrando vari ‘demo’ con un Apple MacBook Pro e Logic Pro 8, curando direttamente la parte tecnica e la resa sonora, per inviarli poi dall’altra parte dell’oceano a Price, che li lavorava, remixava e dava gli appropriati consigli del caso.
    A volte quello che il produttore otteneva dalle registrazioni ‘alla buona’ del gruppo suonava totalmente in maniera diversa da ciò che aveva ricevuto, tale era il livello di manipolazione.Ma questo era proprio ciò che i musicisti si aspettavano da un remixer: vedere le loro canzoni partire in direzioni inaspettate, tanto che almeno metà delle canzoni del disco sono il risultato del lavoro su quei primi demo.
    Per le parti vocali spesso il risultato migliore fu ottenuto da prove fatte direttamente in regia e registrate per essere usate come tracce guida con un semplice SHURE SM58: alcune vennero talmente bene che furono poi usate nei mix finali. Ecco un’altra lezione importante su quanto l’ispirazione e la intensità di una performance riescano a fare dimenticare i dettagli tecnici di una registrazione, troppo spesso sovravvalutati.
    Stesso approccio molto minimale fu utilizzato anche per la registrazione della chitarra, con un classico SHURE SM57 nella maggior parte dei casi.
    Comunque è anche varo che il suono di ‘Day & Age’, nel caso delle canzoni provenienti da quei primi demo, è stato ripulito da Price con tutte le attrezzature a sua disposizione, che includono una console Neve Melbourne, equalizzatori della GML e della Pultec, compressori UREI 1176 ed altri pezzi pregiati.

    Terminata questa prima fase Stuart Price raggiunge i The Killers nel loro studio ed assieme al fonico Robert Root cominciarono le registrazioni ufficiali.
    Di queste si conoscono anche i dettagli tecnici riguardanti la microfonatura della batteria, per la quale fu usato un AKG D-112 per la cassa, Earthworks SR25 per i panoramici ed un Royer R-122 a nastro come terzo panoramico centrale.
    Il rullante fu microfonato con un Josephson e22S sopra e con uno SHURE SM57 sotto la retina, mentre a distanza dal kit, per riprendere il suono della sala, fu utilizzato un Brauner VM1 in combinazione con un compressore UREI 1176.
    Visto che già sapevano che sarebbero stati responsabili anche del missaggio finale Price e Root praticamente lavorarono i suoni già durante la registrazione, in modo da poter sperimentare in tempo reale soluzioni diverse. Questo ebbe anche il vantaggio di velocizzare mix finali, che si svolsero agli Olympic Studios di Londra su di un banco SSL 9000 K.
    Il resto è storia, con il singolo Human che imperversa sulle radio di mezzo mondo per molte settimane e che traina l’album verso ottimi risultati di vendita.