• 19Mar

    Ottenere il suono ‘naturale‘ degli strumenti è un arte a se stante, ed abbiamo già spiegato in passato come questa naturalezza abbia molto a che vedere con lo spazio che separa la sua fonte dall’ascoltatore e da come esso riflette le onde sonore.
    La qualità della sala di registrazione diventa così fondamentale, ma anche le tecniche microfoniche utilizzate influenzano in maniera decisiva il risultato.
    Tra queste tecniche una delle più utilizzate è la cosiddetta coppia di Blumlein, che garantisce un ottima immagine stereofonica e può essere utilizzata per registrare un gran numero di strumenti, partendo dalle chitarre acustiche, continuando con i pianoforti, ma anche con percussioni e quant’altro.
    I due microfoni devono avere un pattern a figura 8 e possibilmente essere un ‘matched pair‘, cioè una coppia di cui il produttore garantisce caratteristiche sonore il più simili possibile.
    Essi devono essere posti l’uno sopra all’altro, lungo lo stesso asse verticale, con le capsule il più vicino possibile in modo da annullare qualsiasi cancellazione dovuta alla diversa fase del segnale.
    Il microfono che sta sopra deve puntare con la sua capsula verso il basso, viceversa quello che sta sotto.
    L’orientamento delle capsule è anch’esso fondamentale: i lati della figura 8 da cui il suono viene registrato devono essere posti in modo da formare una ipotetica X, guardando dall’alto, quindi devono essere sfasati di 90% da un microfono all’altro.
    Lo strumento da registrare non deve mai trovarsi direttamente di fronte ad un lato della figura 8, ma sempre tra i due.
    Lo schema può aiutare a comprendere meglio.

    O 8
      \  /
       \/
       /\
      /  \
    8    8
    Il pallino (O) indica la posizione dello strumento da registrare, i 4 otto sono i 4 lati di registrazione dei due microfoni visti dall’alto. E’ importante che lo strumento non si trovi in corrispondenza di uno degli 8, ma a mezza via, in modo da poterne registrare correttamente l’immagine stereo.