Nell’estate del 2008 le radio di tutto il mondo hanno trasmesso in lungo ed in largo un riff di chitarra che da più di trent’anni fa parte dei classici del rock, la canzone ‘All summer long‘ di Kid Rock è infatti basata sul campionamento della celeberrima ‘Sweet home Alabama’ del gruppo rock ’sudista’ Lynyrd Skynyrd.
I puristi hanno immediatamente storto il naso e gridato al plagio, e bisogna dire che chiaramente si tratta di una operazione al limite del buongusto, tuttavia almeno un merito la canzone di Kid Rock ce l’ha: ha fatto riscoprire alle nuove generazioni un evergreen degli anni ‘70, e si sa mai che incuriositi gli ascoltatori di oggi vadano a cercare altre perle da quel remoto repertorio.
Comunque ciò che ci interessa è la versione originale di quel riff, cioè quella ‘Sweet home Alabama’ diventato un inno di quello stato ed in generale dello stile di vita sudista. Il testo è anche una risposta a ciò che Neil Young aveva cantato nella sua canzone ‘Alabama‘, in cui definiva gli uomini del sud come tendenti al razzismo e poco propensi a rispettare i diritti civili, che evidentemente non era piaciuta molto ai componenti del gruppo. Più o meno la loro risposta a Neil Young suonava come ‘non sei il benvenuto in Alabama’, cosa curiosa anche perchè nessuno membro dei Lynyrd Skynyrd era veramente nato in Alabama, ma provenivano quasi tutti dalla ‘civilizzata’ California. Protoleghismi a parte andiamo a vedere come si sono svolte le registrazioni che si svolsero nello Studio One di Atlanta durante una unica giornata nel 1973.
Il produttore del pezzo era il famoso Al Kooper ed il tecnico del suono era un amico del gruppo, Rodney Mills, che aveva già collaborato al loro primo album e che conosceva bene ciò che i musicisti si aspettavano, ragione per cui i lavori furono eseguiti piuttosto in fretta.
Per quanto riguarda i microfoni utilizzati esiste una lista esaustiva, compilata al momento delle riprese, che comprende Neumann U87 (utilizzato per voce, chitarra elettrica, piano, basso e timpano), AKG C414 (chitarra acustica, voce) , Sennheiser MD421 (tom e chitarra elettrica), Electrovoice RE20 (organo B3 e cassa), SHURE SM56 (rullante) ed AKG C451 (panoramici e archi). Insomma, molti dei ’soliti sospetti’, ma anche qualche scelta inusuale come l’SM56 sul rullante.
All’epoca, e durante tutti gli anni ‘70, era norma che il suono della batteria dovesse essere secco, nessuna riverberazione della sala era accettabile, perciò venne utilizzata una cabina isolata che era praticamente foderata di materiale assorbente.
Lo Studio One di Atlanta aveva una peculiare forma a ‘V’, che permetteva di osservare tutti i musicisti dalla regia, leggermente rialzata, e contemporaneamente di isolarne il suono in maniera significativa, così bastò qualche pannello per dividere chitarre e basso, che furono registrate insieme alla batteria, inserita all’interno della cabina.
In pochi tentativi si registrò una versione definitiva dello scheletro della canzone (batteria, basso, chitarre ritmiche) cui furono in seguito aggiunti voce ed asssolo di chitarra (suonato con una Fender Strat su un amplificatore Fender Twin Reverb).
‘Sweet Home Alabama‘ era già stata suonata molte volte dal vivo dalla band, ed in pratica la canzone prese una forma definita in pochissime ore, a dimostrazione di quanto poco a volte basti per fare accadere qualcosa di magico in studio se l’atmosfera e la preparazione sono quelle giuste.
