• 24Apr

    Nel 1985 i Dire Straits, dopo quasi un decennio di onorata carriera senza grandissimi successi commerciali, sbancarono il botteghino con un disco che segnava un deciso cambio di direzione rispetto ai precedenti Love Over Gold e Making Movies.
    Brothers in Arms ha venduto olte 25 milioni di dischi in tutto il mondo e può vantarsi del titolo di disco più venduto nel Regno Unito durante gil anni ’80, e da questo fortunato album sono stati estratti molti singoli di successo tra i quali il più originale sotto tutti i punti di vista era di sicuro Money for Nothing.
    Il pezzo è basato su un potente riff di chitarra suonato con una chitarra Gibson, già l’abbandono della amata Stratocaster da parte di Mark Knopfler era una notizia, in più il tipo di distorsione non assomigliava a nulla di mai sentito precedentemente.
    A completare il tutto venne girato un videoclip in animazione digitale assolutamente innovativo, che assieme alla citazione di MTV nel testo della canzone praticamente ne impose una heavy rotation sul canale televisivo musicale.
    Il cambio di direzione del quinto album della band appare imprevisto quanto fortunato considerando le atmosfere dilatate del precedente Love Over Gold, che però ben poco successo commerciale avevano riscosso.
    Brothers in Arms è un deciso ritorno alla classica formula della canzone pop/rock, con pezzi orecchiabili, mai troppo lunghi ed un tuffo nelle formule di produzione in voga in quegli anni, che fino ad allora erano state rifiutate dal gruppo inglese.

    I meriti della produzione del disco sono egualmente divisi tra il tirannico Mark Knopfler e Neil Dorfsman, cui ovviamente erano demandate molte delle scelte più tecniche dal punto di vista del suono.
    Dorfsman aveva in pecedenza lavorato su dischi di artisti del calibro di Bruce Springsteen, Bob Marley e Bob Dylan, quindi aveva l’esperienza necessaria per non farsi schiacciare dalla personalità di Knopfler, che ad ogni modo conosceva bene, avendo già lavorato alle sessioni di registrazione per Love Over Gold.
    Brothers in Arms è stato registrato agli studi AIR Montserrat, in una sala ripresa piuttosto piccola (7 x 9 metri circa) con un mixer 8078 della Neve, e secondo quanto riportato da Dorfsman era proprio quel banco di missaggio e rendere lo studio così speciale. Proprio le ridotte dimensioni della sala ripresa rappresentarono in qualche modo le uniche difficoltà durante le riprese, perchè era molto difficile isolare gli strumenti, ma anche ricavare buone registrazioni d’ambiente.

    Il processo di registrazione non fu tutto rose e fiori, tanto che il batterista Terry Williams ne fu praticamente escluso, ed al suo posto fu chiamato il session man Omar Hakim, fondamentalmente un batterista jazz che però aveva la capacità di adattarsi a suonare qualsiasi genere. A detta di Dorfsman la decisione di chiamare Hakim fu decisiva perchè le canzoni con Terry Williams non avevano la giusta dose di energia: ovviamente Williams la prese molto male!
    Ad ogni modo Hakim registrò tutti i pezzi di Brothers in Arms in tre giorni, senza averle mai provate prima con il gruppo: un lavoro fenomenale, sia per la qualità sia per la velocità.
    Per registrare la batteria il tecnico del suono utilizzò quello che veniva definito come il metodo Power Station, dal nome del famoso studio di registrazione, che consisteva nell’utilizzare un AKG D12 per la cassa, uno SHURE SM57 sul rullante, AKG 451 come panoramici, SENNHEISER MD421 sui toms ed un NEUMANN U87 per riprendere quel poco ambiente a disposizione.
    L’organo Hammond B3 fu registrato con una coppia di AKG 414, l’amplificatore del basso con un NEUMANN FET 47, le chitarre con SHURE SM57 e NEUMANN U67 e le voci con NEUMANN FET 47 (Knopfler) e Telefunken 251 (sting).

    Fin dall’introduzione si capiva che Money for Nothing non avrebbe suonato come nient’altro prima d’allora, con il tappeto di sintetizzatore Yamaha DX1 suonato da Guy Fletcher, i potenti colpi di toms (suonati da Terry Williams, praticamente l’unica cosa che rimane di lui in tutto l’album) ed i cori cantati da Sting.
    A proposito di Sting e dei cori, l’aneddoto narra che la melodia della frase ‘I want my MTV’ sia una citazione voluta di ‘Dont stand so close to me’ dei Police e che al cantante sia stato richiesto di registrarla durante una visita casuale agli studi AIR Montserrat.
    Secondo quanto dichiarato da Knopfler il testo della canzone fu ispirato da una visita ai grandi magazzini in cui tutti gli schermi di un negozio di elettrodomestici erano sintonizzati su MTV, dandole un impressione di onnipresenza.
    Dorfsman inoltre ricorda che con Knopfler registrare le parti vocali era sempre una questione di ‘prendere ciò che si ha’, visto che egli non è mai stato un cantante a ‘tuttotondo’ e dalla tecnica sopraffina. Spesso addirittura fumava durante le registrazioni, e si limitava a provare le parti per massimo due-tre volte: la sua attenzione era molto più focalizzata sulla chitarra.
    La spina dorsale della canzone è il riff di chitarra, suonato da Knopfler con una Gibson Les Paul in un amplificatore Laney saturato ed a quanto pare quel suono fu ottenuto per caso e non fu più possibile riprodurlo, nonostante numerosi tentativi successivi.
    In pratica i tre microfoni (AKG 451, SHURE SM57 e NEUMANN U67) erano rimasti posizionati casualmente dalla sessione precedente, ed in qualche modo il risultato della loro combinazione è ciò che si sente sul disco.
    Più tardi Dorfsman provò ripetute volte a ricreare quel tipo di suono, ma a sua detta ‘mancava sempre qualcosa’. Quando si dice la magia dello studio!