• 03Dec

    Capita spesso di sentire parlare di ‘fase‘ di un segnale audio durante la registrazione, ma anche durante le esibizioni dal vivo, ma a che cosa ci si riferisce?
    La conoscenza della fase di un segnale audio è fondamentale per una serie di ragioni tecniche che cercheremo di spiegare in maniera più diretta possibile, e fin d’ora ci scusiamo se per amore di semplicità ci saranno delle imprecisioni.

    Innanzitutto un segnale audio può avere due tipi di fase, positiva e negativa, esattamente come le onde sonore che non sono altro che vibrazioni dell’aria: la vibrazione è prodotta dal passaggio da un livello di energia ad un altro. Avremo così una fase, un momento, in cui l’onda o segnale si espande, chiamata positiva ed una invece in cui il segnale si restringe e trasporta meno energia, che viene chiamata negativa.
    La fase positiva del segnale è per intendersi meglio quella in cui un altoparlante che lo riproduce vibra verso l’esterno, mentre quella negativa è quella in cui si contrae. Se per caso un’altoparlante viene erroneamente connesso a fase invertita, scambiando il filo nero e quello rosso che lo collegano all’amplificatore, succederà che il cono di quell’altoparlante anzichè vibrare verso l’esterno tenderà a vibrare verso l’interno. Un vecchio trucco per verificare se uno speaker è in fase è infatti di accendere un fiammifero è posizionarlo di fronte ad esso, portando il suono ad un volume adeguato si potrà verificare se la fiamma tenderà a muoversi verso il cono ( che quindi presenta la fase invertita) oppure ad essere proiettata in direzione opposta.

    Una rappresentazione grafica della fase del segnale è presente in tutti i software più comuni che ne permettono l’editing, quando la linea di rappresentazione sta sopra allo zero allora la fase è positiva, quando è sotto allora è negativa: immaginatevi che ogni picco verso l’alto che vedete disegnato sul vostro monitor corrisponda ad una espansione verso l’esterno dell’altoparlante, mentre un picco verso il basso è la successiva contrazione.

    Tutto questo per dare una infarinatura di teoria, alquanto imprecisa, ma efficace abbastanza per comprenderne le basi. Ma quali problemi può risolvere e quale è l’utilizzo di questa conoscenza durante la registrazione audio?
    Prima di tutto è fondamentale ricordare che l’impatto di quanto detto finora è grandissimo quando si sommano due o più tracce audio, che siano registrate allo stesso momento o in momenti diversi non ha importanza, anche se è più facile accorgersi di problemi e risolverli durante la registrazione contemporanea.
    Detto questo vi invito a fare un semplice esperimento con il programma di registrazione/editing che usate normalmente: prendete un canale audio con un qualsiasi strumento musicale registrato e duplicatelo.
    Selezionate il canale duplicato e invertitene la fase da positiva a negativa, tramite il tasto con il simbolo del cerchio tagliato a metà in verticale da una barra.
    Ora provate ad ascoltare i due canali insieme, ed otterrete.. silenzio.
    La vostra traccia, sommata ad una sua copia, ma messa in fase opposta non produce alcuna vibrazione negli altoparlanti.
    Nel prossimo articoli vedremo quali problemi questa conoscenza può risolvere e quali vantaggi può portare in studio di registrazione.