• 16Apr

    La versione dei Led Zeppelin di When the Levee Breaks (originariamente scritta negli anni ’20 da Kansas Joe McCoy e Memphis Minnie) è diventato un classico riferimento per  il potente suono della batteria di John Bonham, che non assomigliava a nulla di mai sentito in precedenza.
    Quel tipo di sonorità farà scuola e diventerà una sorta di standard per gli anni a venire, un riferimento fondamentale da cui chiunque registri musica rock non può prescindere, tanto che l’inizio di When the Levee Breaks sarà campionato da una infinità di artisti hip hop, tra cui i Beastie Boys.

    La prima variabile da considerare è John Bonham stesso, infatti una parte determinante di quel suono è il groove del batterista, il fatto che il rullante e la cassa abbiano sempre abbastanza tempo per fare ‘respirare il suono’ tra un colpo e l’altro. Inoltre, a differenza di quanto si farebbe al giorno d’oggi, la parte di batteria non è suonata sopra una traccia click, ma il senso ritmico è libero, completamente slegato da riferimenti meccanici cosa che si percepisce chiaramente in alcuni passaggi.
    In questo Bonham era maestro perchè sapeva dove rallentare e dove accelerare in maniera naturale per servire al meglio lo scopo della canzone.
    Molto peculiare anche l’ambiente dove la canzone è stata registrata, nella tromba delle scale dell’edificio di Headley Grange dove i Led Zeppelin stavano registrando il loro quarto disco.
    In pratica il fonico Andy Johns sistemò John Bonham al piano terra e posizionò due microfoni Beyer M160 al terzo piano della rampa di scale.
    Il risultato fu spettacolare, specialmente dopo che Johns compresse il segnale dei due microfoni con due A&DR F700 e vi aggiunse un effetto eco, direttamente dall’unità Binson che Jimmy Page spesso utilizzava.
    Eccovi quindi spiegato in pochi paragrafi il segreto di uno dei più famosi suoni di batteria della storia del rock: un grande batterista e solamente due microfoni posizionati in cima ad una rampa di scale.
    Sembra facile vero?