• 18Nov

    La canzone All Along the Watchtower, scritta da Bob Dylan, è probabilmente una delle più ‘coverizzate’ di tutta la storia della musica: ne esistono versioni degli U2, di Eric Clapton, di Neil Young, Randy California e molti altri. A decretarne lo status di classico partecipano in maniera eguale sia il suo testo, che raccoglie una insieme di immagini molto potenti e poetiche e con un evidente significato politico, sia la musica, basata su di una melodia semplicissima ed orecchiabile.
    Tra tutte le cover version però la più memorabile resta sicuramente quella di Jimi Hendrix, sferzata dal suo suono distorto e resa memorabile dai suoi soli di chitarra, al punto che lo stesso Dylan riprenderà l’arrangiamento di Hendrix durante i suoi concerti. Dylan arriverà addirittura a dire che ogni volta che esegue la canzone dal vivo gli sembra di fare un tributo a Jimi Hendrix.

    La registrazione avvenne nei famosi studi Olympic di Londra e furono eseguita dal fonico Eddie Kramer, che aveva lavorato già in precedenza con Hendrix, e supervisionate dal produttore Chas Chandler.
    Gli studi ospitavano un mixer della Helios ed un registratore a 4 tracce della Ampex ed uno dei loro punti di forza era il suono della sala ripresa, con un riverbero naturale molto vivo.
    All Along the Watchtower fu registrata durante le sessioni di Electric Ladyland, che cominciarono a Londra per poi terminare allo studio Record Plant e Kramer ricorda bene il setup microfonico utilizzato: l’amplificatore di Hendrix fu ripreso con due Neumann U67, mentre la batteria di Mitch Mitchell con una combinazione di Neumann U67 e AKG C12.
    Il basso non era stato inserito nel primo arrangiamento della canzone, che prevedeva addirittura due chitarre acustiche, ma ad un certo punto Hendrix decise di inserirne una parte suonata direttamente da lui, bypassando Noel Redding, il bassista ufficiale, che non la prese molto bene.
    A questo punto, pochi giorni dopo avere cominciato, le registrazioni furono spostate in America, al Record Plant, dove era possibile lavorare con un registratore a 12 tracce.
    Qui furono registrate tutte le parti vocali di Hendrix, usando un microfono Beyer M160, mentre il mix fu eseguito dallo stesso Kramer assieme al cantante stesso, sempre con la supervisione del produttore Chas Chandler.
    Dal punto di vista tecnico Kramer ricorda come avere una tecnologia superiore, a 12 e poi a 16 tracce, rese tutto molto più semplice, ma che in realtà le riprese originali fatte sul 4 tracce avessero una grande qualità e che finirono quasi per ‘mixarsi da se’. In realtà in quel disco, come in tutti quelli su cui il fonico operava all’epoca, ci furono tutta una serie di innovazioni dal punto di vista sonoro, come l’utilizzo di effetti flanger e delay in un modo che farà scuola negli anni successivi.