• 12May

    Ross Hogarth ha lavorato su dischi di artisti che tutti nella vita abbiamo ascoltato, magari indirettamente almeno una volta, come Jackson Browne, Bonnie Raitt, Fleetwood Mac, Rem, Motley Crue e Doobie Brothers. Insomma vanta una esperienza unica in una più che trentennale carriera, quindi vale la pena di ascoltare i consigli che generosamente dispensa.
    Il suo motto è ‘Whatever works‘ (qualsiasi cosa ci stia bene) e descrive la sua filosofia perfettamente: in studio di registrazione non ci sono regole rigide, quello che va bene per un progetto magari non funzionerà nel prossimo.
    Questo approccio fa spesso arricciare il naso ai cosiddetti ‘audiofili’ alla ricerca del suono ‘perfetto’ ma il successo di Ross ne dimostra la validità.
    Ovviamente ci sono anche delle linee generali che segue in ogni sessione di registrazione, ed in alcune interviste svela quali sono quelle che segue per catturare al meglio le voci degli artisti.
    La prima importante considerazione da fare riguarda il tipo di voce ed il risultato che si vuole ottenere da essa, che sarà influenzato dalla scelta del microfono giusto, del preamplificatore giusto e del compressore giusto.
    La maggior parte delle volte egli dice di utilizzare microfoni a condensatore largo (per esempio Neumann U87) ma nel caso di cantanti estremamente ‘potenti’ un dinamico (per esempio Shure sm58) può funzionare meglio.
    Anche l’ambiente della registrazione ha una sua importanza, perchè specialmente quando viene applicata compressione, esso diventerà parte fondamentale del suono. Per questo Ross dice di preferire sale grandi rispetto alle tipiche piccole ‘vocal booths’(cabine di registrazione).
    Hogarth dice di registrare le parti vocali quasi sempre con un compressore innescato, non solamente per controllare le dinamiche del cantante, ma anche per imprimere al suono il ‘timbro’ di certi compressori come il LA3A, il 1176 o il Distressor.
    In questo modo, lavorando il suono mentre lo si registra, si arriva alla fase del missaggio con una direzione precisa e con la possibilità di concentrarsi su direzioni artistiche piuttosto che tecniche… non possiamo che concordare!