• 22May

    Abbiamo già parlato in passato di Ross Hogarth e della sua grande esperienza come fonico di studio per gruppi come Rem, Motley Crue e Black Crows. E’ interessante andare a scoprire dalle sue interviste rilasciate nel passato come egli lavori quando si tratta di registrare il basso elettrico.
    La prima cosa che Hogarth evidenzia è che bisogna perdere un pò di tempo ad ottenere un bel suono ‘in the room‘, cioè nella stanza, regolando l’amplificatore e seleziondo i pickups del basso adeguati.
    Questo primo approccio è essenziale ed influenza in maniera decisiva tutte le fasi successive, quindi è veramente necessario ‘studiare’ il suono che esce dall’amplificatore.
    Una volta ottimizzato il suono alla fonte, Hogarth utilizza uno ‘splitter‘, cioè una sorta di pedalino che duplica il suono in 4 canali esattamente identici.
    A questo punto una delle 4 tracce audio va diretta al mixer, una va alla testata di un amplificatore, una va ad una serie di pedali multi effetto ed una serve come riserva.
    In sostanza per ogni basso vengono registrate 4 tracce, con scopi diversi, che poi verranno ricombinate durante il missaggio a seconda delle esigenze.
    La cassa dell’amplificatore viene registrata con un microfono, quasi sempre a condensatore largo, come un Neumann U47.
    La traccia dei pedali multieffetto invece diventa quella che può dare un certo colore al suono, una distorsione, un effetto tipo flanger o qualsiasi cosa possa funzionare per la canzone.
    Infine, la cosa a cui prestare attenzione durante il missaggio è la fase dei segnali, perchè potrebbero essere disallineate e creare degli spiacevoli effetti di indebolimento o di rafforzamento di alcune delle frequenze basse.