• 14May

    Come spesso scriviamo è fondamentale imparare l’arte della registrazione da chi è più esperto, magari assistendo direttamente alle sue sessioni di registrazione. Ovviamente non sempre questo è possibile, anzi è alquanto improbabile riuscirci, quindi ci si deve accontentare di raccogliere materiale vario da interviste o da persone che hanno avuto la fortuna di essere presenti.
    Il nome di Joe Chiccarelli, seppure sconosciuto al grande pubblico, è uno dei più ricercati dai grandi artisti internazionali del calibro di Beck, U2 e Bon Jovi ed è da una serie di interviste da lui rilasciato che ricaviamo alcuni utili dettagli su come registrare la cassa della batteria.
    Joe Chiccarelli ha cominciato la sua lunga carriera negli anni ‘70 come assistente agli studi Cherokee di Los Angeles e la svolta per lui fu l’incontro con Frank Zappa, che in una serata particolare cercava con urgenza un fonico da studio visto che il suo fonico personale non si era presentato e non era raggiungibile in nessun modo.
    Joe era l’unico a disposizione e non si tirò indietro, anzi si guadagnò i favori del lunatico Zappa che lo volle utilizzare per il suo prossimo disco: il leggendario Sheik Yerbouti.
    Da quel momento in poi la sua vita ebbe una svolta e divenne in breve tempo un fonico molto ricercato.
    I consigli che fornisce riguardo alla registrazione della cassa riguardano prima di tutto la profondità del suono perchè essa rappresenta le fondamenta del mix ed influenza in maniera diretta il suo peso e la sua densità: in parole povere bisogna che quelle frequenze basse siano abbondanti senza però occupare lo spazio di altri strumenti come il basso.
    Chiccarelli dice di utilizzare quasi sempre due microfoni, di cui uno all’interno della cassa per registrare l’impatto, cioè le frequenze più ‘violente’, uno all’esterno per avere una rappresentazione più generale del timbro dello strumento. Naturalmente i due microfoni devono essere posizionati in modo da non essere fuori fase.
    Riguardo ai modelli di microfoni egli utilizza AKG D20, AKG D12, ElectroVoice RE20, o il Sennheiser 421 da inserire all’interno, mentre quasi sempre all’esterno piazza un Neumann U47fet, o un Audio-Technica 4047.
    Un altra curiosità e che preferisce non utilizzare nessun compressore durante la registrazione, ma lasciare intatte le dinamiche fino al momento del missaggio, a differenza di molti fonici che hanno cominciato a lavorare nello stesso periodo.
    Uno dei preziosi consigli che Chiccarelli dispensa è quello di non fermarsi ad ascoltare solamente i microfoni posizionati appositamente per la cassa, ma di provare anche altri microfoni più distanti come quelli posizionati su di un pianoforte presente nella stessa stanza che magari risuona su alcune frequenze basse in ’simpatia’ oppure il rientro dal microfono del cantante.
    Spesso questo modo ‘indiretto’ di pensare alla registrazione del suono può produrre effetti originalissimi ed unici!