• 07Dec

    Abbiamo già parlato del fenomeno punk di metà anni ’70, sottolineando l’importanza di gruppi come i Sex Pistols ed i Ramones, ma un resoconto del periodo sarà sempre incompleto se non include un terzo gruppo-monumento dell’epoca: i Clash.
    I Clash in realtà riuscirono a sopravvivere alla fine della fiammata del punk ed a proseguire una carriera di successi anche quando nel breve volgere di un paio d’anni il genere diventò inflazionato e scomparve dalle luci della ribalta.
    Il vero momento di svolta per la band inglese fu il loro terzo disco, London Calling, un doppio album che li vide entrare a vele spiegate nelle classifiche inglesi di fine 1979 per poi rimbalzare ad inizio 1980 anche classifiche americane: fu un successo di critica e vendite che  valse per Joe Strummer e compagni l’etichetta di “The Only Band That Matters” (l’unica band che ha importanza).
    London Calling fu registrato agli studi Wessex di Londra, sorti su una ex-chiesa di Highbury, a Londra dal tecnico del suono Bill Price, che ne era il fonico residente sotto la supervisione del produttore Guy Stevens.
    Per quanto riguarda le sessioni di registrazione, sulla batteria di Topper Headon furono utilizzati un classico Shure SM57 sul rullante, accoppiato con un Neumann KM86, un Sennheiser MD421 sui Toms, due Neumann KM84 sui due charleston (Headon usava due hi hat!), un AKG d-12 all’interno della cassa ed un Neumann U87 all’esterno della cassa.
    Price descrive la sala ripresa dello studio come piuttosto grande ma con una acustica piuttosto ‘spenta’, per cui si dovette ingegnare utilizzando alcune tecniche particolari per cercare di ottenere un pò di suono d’ambiente, come nel caso della batteria. Per riprendere quest’ultima furono utilizzati ben 4 microfoni d’ambiente, 2 Neumann U87 e due microfoni a nastro STC 4038.
    In molte canzoni queste tracce d’ambiente erano attivate o disattivate da un gate, innescato dal rullante: quando la traccia di rullante superava una certa soglia sonora le traccie di ambiente si aprivano rendendo più profondo il suono del rullante stesso.
    Il basso di Paul Simonon fu registrato sia in segnale diretto sia con un microfono Neumann U87 posto di fronte all’amplificatore, mentre le due chitarre di Mick Jones e di Joe Strummer furono registrate con una coppia di Electro Voice RE20 e di Neumann U87.
    Infine per la voce di Joe Strummer fu utilizzato un microfono Shure SM58, perchè il suo timbro risultava essere troppo nasale ed acuto per i microfoni più sensibili come il Neumann U47.
    Il disco fu mixato presso gli stessi studi Wessex, da Price con un mixer Cadac, mentre la band si trovava negli Stati Uniti d’America per un tour promozionale, praticamente il fonico eseguì i missaggi definitivi da solo con qualche input molto generico da parte dei musicisti e del produttore… altri tempi!