Ci sono alcune regole fondamentali da seguire per non incappare nelle classiche perdite di tempo in studio (e tutti sappiamo che il tempo è denaro) oltre che per sfruttare appieno le possibilità che lo studio ci offre.
Una prima importante distinzione da comprendere è che lo studio non è una sala prove, questo significa che il lavoro che vi si svolge è molto diverso da quello della sala prove.
Ovviamente la maggior parte dei musicisti ha molta esperienza diretta della sala prove dove si ritrova a suonare, ma poca esperienza di studio, quindi quasi inconsciamente tende a trasporre le stesse metodologie di lavoro da una all’altro.
Niente di più sbagliato perchè la predisposizione con cui si entra in studio di registrazzione più che ad una situazione di prova dovrebbe avvicinarsi ad una situazione di concerto.
L’idea di base, ovviamente confutabile, è che la erformance musicale tendenzialmente sia basata su immediatezza ed istinto, su di una tensione e urgenza che trova la sua massima espressione durante l’esibizione dal vivo.
Durante un concerto il musicista è conscio che sta esibendosi in un qualcosa di unico ed inoltre riceve una grande quantità di inputs esterni, di cui il principale è l’energia che arriva dalla sua audience.
Questo crea le premesse affinchè egli possa esprimersi in maniera completa proprio grazie alla tensione ed all’energia in cui è immerso.
La situazione di prova è invece ovviamente molto più rilassata e permette un tipo di sperimentazione e studio musicale (sia tecnico che creativo) che non è possibile realizzare dal vivo. Tra queste due situazioni estreme, l’urgenza delle esibizioni dal vivo e la tranquillità della propria sala prove, sta l’esperienza dello studio di registrazione che però dovrebbe essere molto più vicina, come dicevamo prima, ad un concerto che da una prova.
Questo per tutta una serie di motivi.
Prima di tutto la tensione e l’energia sono le vere molle che fanno scattare alcuni meccanismi che permettono all’artista di rendere al massimo.
L’esperienza di studio deve essere vissuta con intensità emotiva, con la sensazione che si sta facendo qualcosa di speciale ed unico, che poi rimarrà per sempre, ed allo stesso tempo con la consapevolezza che si possono registrare molte volte le stesse parti musicali, che ci si può permettere anche una certa sperimentazione, che però non deve mai essere confusa con la scrittura della parte musicale o peggio con la composizione del brano.
Queste due fasi devono essere assolutamente completate prima di cominciare a registrare.
Nella seconda parte di questo articolo daremo alcuni consigli concreti su cosa si possa fare per prepararsi al meglio ed ottimizzare i tempi in studio di registrazione.
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10Mar
