• 06Jul

    Spesso quando si fanno registrazioni vocali non si ha il lusso di poter utilizzare troppi tentativi di microfonatura o di settaggi di compressione, perchè il cantante nella maggior parte dei casi dopo un numero limitato di ripetizioni della performance in qualche modo ne perde il filo: ricordiamoci che si tratta di persone e non di macchine che riescono a riprodurre le stesse sensazioni ed interpretazioni a comando…
    Bisogna quindi agire in fretta, cercando di curare la parte tecnica senza che essa influenzi l’intepretazione, succede così che alcuni dettagli tecnici possano andare in secondo piano, come per esempio la presenza di alcuni suoni della ‘P‘ pronunciati troppo aggressivamente dal cantante, oppure troppo vicino al microfono: eccoci quindi davanti ad alcuni suoni totalmente indesiderati nel range delle frequenze basse e che risultano alquanto fastidiosi.
    Il problema si rivelerà in tutta la sua gloria durante il missaggio, magari nei passaggi più quieti della canzone, quando questi suoni improvvisi attireranno inevitabilmente l’attenzione, al punto di compromettere la qualità dell’intero brano.
    Ebbene per queste situazioni esiste una soluzione che nella maggior parte dei casi funziona senza grosse perdite di tempo: utilizzare un compressore multibanda.
    L’utilizzo del compressore sarà del tutto simile a quello di un De-esser, solo che il range di frequenza da comprimere questa volta è molto più basso. Una buona base di partenza è quella di comprimere  tra i 60 ed i 120 Hz, ma ogni situazione è ovviamente diversa, quindi bisogna sperimentare un pò per trovare il settaggio che funziona meglio.
    La prossima volta che avrete problemi con le ‘P’ non disperate.. la soluzione c’è ed è abbastanza semplice da implementare.