• 09Dec

    Se esistesse una classifica dei suoni più presenti nella storia della musica rock e pop dagli anni ’60 ad oggi, sicuramente il suono del Mellotron sarebbe tra i primi 10.
    Dai Beatles di Strawberry Fields Forever, ai Genesis di Selling England by the Pound, agli Air di Playground Love, ai Radiohead di Exit Music for a film, a Why Does My Heart Feel So Bad di Moby questo strumento a tastiera è quasi onnipresente nella musica che conta (e che vende) degli ultimi 40 anni.
    Il primo Mellotron della storia fu costruito a Birmingham in Inghilterra nei primi anni ’60 e fù il risultato di un miglioramento di un altro strumento storico: il Chamberlin, già creato nel 1946 in America.
    Il Chamberlin fu in realtà il primo strumento a campioni della storia e consisteva praticamente in una tastiera simile a quella di un pianoforte che invece di fare vibrare corde faceva suonare dei nastri pre-registrati con vari suoni di strumenti acustici o di effetti sonori.
    I nastri avevano una durata massima di 8 secondi e secondo molti esperti avevano una qualità sonora superiore rispetto al Mellotron, in quanto i suoni registrati avevano meno compressione applicata e quindi era possibile ottenere molta più dinamica ed espressività dal Chamberlin.
    Questo comunque non impedì al Mellotron di diventare il ‘suono nuovo’ delgli anni ’60, con una capacità evocativa impareggiabile, sia che si trattasse di simulare orchestre intere, singoli strumenti o cori umani.
    La caratteristica che all’inizio lo rendeva così appetibile era l’alta fedeltà (per l’epoca!) legata alla possibilità di riprodurre suoni che normalmente avrebbero avuto costi molto grandi, come per esempio i suoni dell’orchestra che fino ad allora richiedevano sempre la presenza di una orchestra in carne ed ossa.
    Oggi ovviamente non è più l’alta fedeltà che lo rende magico, ma al contrario quel suono sintetico che tuttavia è entrato di diritto a fare parte del paesaggio sonoro della seconda metà del 1900.

    I nastri riproducevano registrazioni di tutta una serie di strumenti come violini, trombe, vibrafoni, flauti, violoncelli, di basi ritmiche (una specie di Karaoke ante litteram) e di voci umane sia maschili sia femminili.
    L’altro lato della medaglia era che mantenere i nastri e le meccaniche in buone condizioni ed accordati era letteralmente un incubo, specialmente durante le esibizioni dal vivo: un cambio di temperatura o di umidità significava una scordatura delo strumento e la conseguente inutilizzabilità di esso, a meno che non si potesse usufruire dell’aiuto di un tecnico specializzato.
    Al giorno d’oggi esistono per fortuna fantastiche simulazioni digitali del Mellotron, che possono anche essere inserite nel vostro software preferito sotto forma di plugin: segnaliamo tra queste l’incredibilmente accurato M-Tron ed un’altro plugin chiamato Nanotron.
    Per finire ecco un video d’epoca con la dimostrazione dei suoni di un Mellotron autentico: buona visione!