• 10Aug

    Abbiamo già parlato in passato di Michael Brauer e della sua incredibile carriera di tecnico del suono specializzato in missaggio, che lo ha portato ad essere una delle persone più ricercate all’interno dell’ industra musicale. Brauer è sempre una delle prime scelte quando si tratta di mixare i dischi di artisti di Rolling Stones, Paul McCartney, Bob Dylan.. e la lista potrebbe andare avanti all’infinito.
    Ci piace riportare alcune sue considerazioni che riguardano la professione di fonico e la sua filosofia di lavoro che lo ha portato ad operare ai suoi eccellenti livelli, da cui è possibile trarre ispirazione.
    Innanzitutto Brauer non ama parlare di dettagli tecnici, ma preferisce parlare di ‘feeling’, cioè di sentimento, in quanto questo è proprio ciò che lo guida al momento di approcciare un missaggio.
    Egli vede la sua console SSL come un vero e proprio strumento musicale, il suo strumento in cui ‘suona’ i cursori e con il quale in qualche modo si esibisce in performance artistiche: la sua tecnica è talmente raffinata da permettergli di usare anche il termine ‘vibrato’ applicato ad un cursore.
    Dichiara che gli piace lavorare in fretta, e che nel giro di 15 minuti vuole già ‘sentire’ la musica, avere sviluppato un suono generale, che poi successivamente definirà nei particolari,insomma non è il tipo che perde la prima mezz’ora sui dettagli della compressione della cassa, ma al contrario cerca immediatamente una ispirazione generale.
    Una delle conseguenze più importanti di questo approccio è che Brauer ama lavorare con un limitato numero di tracce audio, idealmente 16, più verosimilmente un massimo di 44 visti gli standard di produzione moderni.
    In questo modo è possibile in pochi minuti costruire le basi del missaggio seguendo l’istinto in una sorta di ‘trance’ artistica (queste le sue parole) e ripartendo sempre da capo. In effetti mixando una canzone al giorno per tutto l’anno probabilmente l’unica maniera per non cadere nella trappola dell’abitudine è proprio quella di andare a ‘sentimento’, senza alcun preset o pregiudizio.
    Questo non significa che il suo modo di lavorare sia infallibile infatti egli dichiara ‘non ho paura di ricominciare un missaggio anche dopo due ore di lavoro se capisco che ho intrapreso la strada sbagliata, allora riazzero tutto e ricomincio da capo’. Lo stesso discorso vale anche per remixare o cambiare alcune cose quando richiesto dall’artista o dal produttore, ‘capita spesso di dover richiamare un mix precedentemente archiviato per eseguire alcune modifiche, fa parte del mio lavoro’.