• 27Mar

    La compressione parallela è una tecnica di missaggio conosciuta ed utilizzata ormai da molti anni, ed è tuttora utilizzatissima quando si desidera comprimere una o più tracce audio in modo pesante, ma senza perdere tutta la dinamica e l’energia del segnale.
    In sostanza applicando una compressione molto aggressiva ad uno o più strumenti musicali, specialmente quelli percussivi, otteniamo dei suoni più ‘sporchi e grossi’ perchè innalziamo il volume di tutto quello che sta attorno alla transiente, cioè a quella parte di segnale che ne corrisponde al picco. Questo ‘allungamento’ del suono però va spesso a scapito del suo impatto dal punto di vista dell’energia.
    Se si vuole avere tutte e due le cose e bilanciarle a piacimento la soluzione è quellla di usare la tecnica della compressione parallela, che consiste semplicemente nel duplicare la traccia (o le tracce) ed applicare tutta la compressione necessaria solamente al duplicato lasciando immutata la traccia originale.
    A questo punto, bilanciando l’originale e la traccia compressa sarà possibile stabilire quanta dinamica lasciare nel suono, ed allo stesso tempo guadagnare in corposità del timbro.

    Questa tecnica può essere utilizzata per qualsiasi strumento, compresa la voce, ma viene comunemente sfruttata per processare i suoni della batteria.
    Un dettaglio non da poco riguarda la latenza, cioè il ritardo indotto dal calcolo di alcuni software o schede audio nell’applicare la compressione . Se presente essa può sfasare in maniera riconoscibile le due tracce, creando effetti imprevedibili quanto sgradevoli. Quindi per applicare la compressione parallela è importante compensare l’eventuale latenza riallineando le tracce, di solito spostando leggermente indietro nel tempo la traccia compressa.