• 26Mar

    E’ ovviamente impossibile avere anche una minima pretesa di poter spiegare come impostare il suono del basso per un missaggio nel breve spazio di un articolo, però possiamo cercare di dare qualche consiglio pratico che può aiutare a risolvere alcuni dei problemi più comuni.
    Innanzitutto bisogna precisare che non esiste un suono ideale buono per tutte le occasioni, ma che esso va ricercato a seconda del genere musicale, dell’arrangiamento, dell’armonia della canzone e di molte altre variabili particolari.

    Detto questo uno dei problemi che più spesso si presentano al fonico riguarda la dinamica del suono del basso, che specialmente se il musicista è alle prime armi, può risultare molto irregolare e provocare dei veri e propri ‘buchi‘ in alcune parti della canzone.
    Questo può anche essere dovuto a problemi di tipo tecnico dello strumento stesso, che semplicemente suona con intensità diversa ed irregolare lungo il suo manico. E’la classica situazione che comprende il famoso ‘La’, la terza corda a vuoto, che presenta un volume quasi doppio rispetto a tutte le altre note nonostante il bassista faccia di tutto per accarezzarlo il più gentilmente possibile.
    Intanto come primo consiglio diamo quello di registrare sempre due tracce diverse di basso, una diretta dall’uscita dell’amplificatore ed una tramite microfono posto davanti al cono dell’altoparlante, in qualche modo abbiamo notato che la traccia microfonica sembra risentire di problemi di dinamica molto inferiori rispetto all’uscita diretta.
    Se i problemi di differenza di volume sono troppo evidenti, ci sono due soluzioni possibili cioè editare manualmente la traccia, alzando ed abbassando il volume di quelle note che creano più problemi, oppure innescare un compressore di dinamica.
    Entrambi gli approcci sono validi e  producono risultati diversi perchè inserire un compressore altera anche il timbro dello strumento, modificandone gli attacchi ed i rilasci, e scurendolo, mentre modificare il volume invece non modifica il timbro, lasciandolo totalmente naturale (che magari è proprio ciò che non si vuole!).
    Vi abbiamo già parlato in un altro articolo della tecnica della compressione parallela, e se non si vuole compromettere del tutto la dinamica del suono, si può anche fare ricorso ad essa… il consiglio più importante come al solito è quello di usare le vostre orecchie!