• 18Feb

    Abbiamo già scritto di quanto sia importante la scelta del microfono giusto per la giusta applicazione, ed in questo senso vogliamo parlare del Royer R121, un altra di quelle armi segrete che in studio di registrazione risolvono molte situazioni problematiche.
    L’R121 ha due peculiarità che lo distinguono dai microfoni di cui abbiamo parlato finora, prima di tutto è un microfono a nastro, secondo ha un pattern di registrazione a figura 8.
    Riguardo ai microfoni a nastro, per ora vogliamo solo sottolinearne l’estrema fragilità che li rende impossibili da usare in situazioni di musica dal vivo, ed il suono molto equilibrato che producono, caratterizzato da frequenze alte poco pronunciate e molto delicate.
    Torneremo a parlare dei microfoni a nastro in maniera approfondita in futuro, perchè hanno tutta una serie di caratteristiche che li rendono indispensabili in studio di registrazione.
    Il pattern di registrazione a figura 8 significa invece che il microfono non registra il suono che arriva direttamente da davanti, ma dai 2 lati della capsula; questo dettaglio è importantissimo nel momento del suo posizionamento.

    Il Royer R121 condivide la fragilità di tutti i suoi simili, infatti è importante non posizionarli vicino a fonti sonore dal volume elevato perchè il nastro (ribbon) al suo interno non tollera pressioni sonore elevate, e si rovina molto facilmente.
    Altrettanto pericolose sono le cadute e le botte: insomma è un microfono da trattare con estrema cura, praticamente l’opposto di un AKG D112.
    Fin qui le avvertenze, ora vediamo a che tipo di registrazioni questo microfono si adatta meglio.
    Esso viene spesso utilizzato come prima scelta per riprendere chitarre elettriche, che sono cariche di distorsione e di frequenze medio alte tali che possono risultare fastidiose se troppo pronunciate. In questa applicazione l’R121 eccelle perchè ammorbidisce in maniera importante quella ‘acidità’ spesso associata alla distorsione degli amplificatori di chitarra.
    Facendo ciò inoltre prepara il suono per essere successivamente ‘schiarito‘ con un equalizzatore, infatti notoriamente il materiale registrato con l’R121 accetta l’equalizzazione senza grosse ripercussioni. Potremmo spingerci a dire che questo microfono è uno di quelli che più permette una successiva manipolazione tramite equalizzazione, laddove molti altri invece tendono a ‘sfilettare’ il suono se troppa equalizzazione viene applicata.
    Ma la sua utilità non si ferma alle chitarre, infatti viene spesso utilizzato per riprendere ambienti, panoramici di batteria ed anche voci.
    Concludiamo dicendo che in linea di massima torna utilissimo quando il materiale da registrare ha una preponderanza di frequenze medio alte, in qualche modo ‘domandole’ ed addolcendole, producendo un effetto che gli americani chiamano ‘silky‘ (di seta).