• 16Feb

    Se andate a vedere un concerto di musica dal vivo, o se assistete alla registrazione in Il D112 è probabilmente quasi altrettanto diffuso dello SHURE SM57 e con esso condivide una grande robustezza che lo rende quasi immortale, che lo rende in grado di subire traumi che rovinerebbero quasi tutti gli altri microfoni.

    Qui però finiscono le analogie con l’SM 57, perchè il suono del ‘cipollone‘ è totalmente diverso e lo rende ideale per applicazioni molto differenti rispetto al celebre compagno.
    Innanzitutto se andiamo a leggere la sua carta della risposta in frequenza, notiamo che è tutt’altro che lineare, ma presenta due enormi picchi in corrispondenza delle medio basse attorno ai 100HZ e delle medio alte dai 2000/3000Khz in su, lasciando totalmente invariato tutto ciò che sta tra di loro. I picchi sono talmente evidenti da sembrare le gobbe di un cammello!
    Proprio in questo diagramma sta racchiusa tutta la ‘magia’ del suono del D112: infatti esso è il microfono ideale dove sia particolarmente necessario enfatizzare questi range di frequenze.

    Come prima applicazione, probabilmente la più diffusa, si deve citare il suo utilizzo sulla gran cassa della batteria, in particolare in generi musicali dove la cassa deve avere presenza e ‘tagliare’ attraverso il suono di molti altri strumenti.
    Questa presenza del suono è esaltata proprio dalla curva delle medio alte, che corrisponde al ‘click’ dell’attacco del pedale sulla cassa e che lo enfatizza in maniera drammatica. Questo suono è riconoscibile in migliaia di registrazioni di hard rock, hardcore, punk etc ed è stato per molti anni una prima scelta per quel tipo di produzioni. Enfatizzazione delle medio alte a parte, esso offre anche un prominente rinforzo alle frequenze medio basse, quelle del ‘thump’ della batteria, che lo rende anche in grado di dare profondità alla cassa.
    Dicevamo della robustezza, ed in effetti non sono molti i microfoni che potete inserire all’interno di una grancassa senza alcun rischio, perchè il D112 è in grado di sopportare enormi pressioni sonore, oltre che pressioni fisiche.. ne ho visto uno cadere da un palco di 2 metri senza alcuna conseguenza!

    Ma l’utilità dell’AKG D112 non si esaurisce con la cassa, e ci sono moltissime altre applicazioni dove torna utilissimo. Una di queste è la microfonatura degli amplificatori per basso, dove il nostro è ideale per riprendere i timbri non profondissimi, e quelli dove ha molta importanza la definizione delle note.
    Per intenderci meglio NON le timbriche della musica reggae o jungle dove le frequenze bassissime la fanno da padrone, ma quelle per esempio della musica funky.
    Abbiamo anche visto, meno di frequente, usare un AKG D112 dietro ad amplificatori di chitarra (si esattamente dietro, dove in teoria il suono non viene proiettato!): in questo caso lo scopo è di registrare quelle frequenze medio basse (che non hanno direzione e quindi vengono anche spinte verso il retro dell’amplificatore) in grado di dare corposità al suono delle chitarra stessa.

    Come al solito il consiglio principale è quello di usare le proprie orecchie e ascoltare con il proprio gusto, perchè nel mondo dell’audio esistono ben poche regole assolute, ma solamente una serie di consuetudini che come tali vanno prese!