• 20Nov

    In un ipotetico sondaggio su quale sia il microfono più diffuso negli studi di registrazione lo Shure SM57 vincerebbe a man bassa. Un motivo ci sarà!
    Tra l’altro grazie alla sua solidità esso è anche molto diffuso nei palchi dei concerti e in tutte le situazioni ‘a rischio’ dove microfoni meno resistenti corrono seri pericoli.
    I motivi di tale popolarità sono molteplici, prima di tutto il rapporto qualità/prezzo che permette con poco più di cento euro di acquistare un buon microfono, e poi come abbiamo già accennato la resistenza: è praticamente indistruttibile, e può resistere a pressioni sonore, a percosse e a cadute che distruggerebbero qualsiasi altro esemplare.
    Lo Shure SM57 è un microfono dinamico, messo in vendita per la prima volta nel 1967, con pattern di ricezione a cardioide ed a bassa impedenza, e la sua risposta in frequenza è piuttosto stretta, dai 40Hz fino ai 15.000, quindi niente che possa essere definito ad ‘alta fedeltà’.
    Però funziona, e funziona molto bene in determinate applicazioni, la resistenza ad elevate pressioni sonore ne permette il posizionamento vicino a fonti sonore ad alto volume come i rullanti della batteria o gli amplificatori per chitarra senza che esso subisca alcun danno.

    Questi sono infatti i due utilizzi principali per lo Shure SM57: vicino al rullante, o a strumenti a percussione in genere, e vicino agli amplificatori di chitarra.
    Ma questo non impedisce di sfruttarlo in altre situazioni particolari, la regola è sempre quella di usare le proprie orecchie e provare ad ascoltare caso per caso.
    Per esempio nel caso di alcuni cantanti (specialmente femmine) che hanno un timbro particolarmente ‘acuto’ e /o fuori controllo nelle frequenze alte, l’SM 57 si rivela una scelta azzeccata proprio per la sua non ideale risposta in frequenza.
    Così laddove alcuni ben più costosi microfoni falliscono miseramente, esponendo impietosamente alcuni difetti di timbro o di interpretazione, il nostro invece agisce da ‘filtro‘, addolcendo proprio quelle frequenze alte che definiscono i dettagli più sgradevoli in questo caso.
    Una sorta di riequilibratore di tono, che nascondendo molte sfumature, riesce a rendere tollerabili alcuni picchi di frequenza che altrimenti sarebbero fastidiosi.
    Avete presente la voce del cantante degli Aerosmith, Steven Tyler? Ecco, non sarei stupito di scoprire che un SM57 possa funzionare meglio di alcuni costosi concorrenti in questo caso.

    Un altra caratteristica importante di questo microfono è un forte ‘effetto prossimità‘, cioè una intensificazione delle frequenze medio basse, attorno ai 150/200 Hz, quando esso si trova vicino alla fonte del suono. Proprio per questo motivo è ideale se posizionato a 5 cm da un rullante, perchè oltrechè tollerare il volume del suono (tanto per curiosità provate a mettere l’orecchio a 5 cm dal rullante e dite al batterista di suonare.. anzi meglio di no!), ne rinforza in maniera importante le frequenze che servono a farlo ‘tagliare‘ attraverso il muro di tutti gli altri strumenti.
    Moltissimi fonici cercano una alternativa per microfonare il rullante, e provano di tutto per un certo periodo, dai microfoni a condensatore ad altri tipi dinamici, ma una buona parte di loro alla fine ritorna allo Shure SM57, ed il motivo è sempre lo stesso: funziona!