• 21Mar

    Digitalizzazione musicale: progresso o atrofizzazione creativa?

    Negli ultimi 5 anni si sta assistendo alla creazione di una grandissima mole di materiale musicale. Su youtube anche il piu` grande appassionato di un determinato genere trovera` in pochi minuti un altissimo numero di band sconosciute ma dal buon livello qualitativo.

    La  risposta a questo fenomeno e` chiara a tutti. Con le attuali tecnologie disponibili unite a della creativita`, in certi casi anche solo modesta, e` ora possibile produrre musica con dei risultati incredibili .

    Incidere un disco fa oggi rima con  Home recording e la maggior parte delle band, famose e non, non possono piu` fare a meno di tastiere con effetti, loop o della miriade di software musicali presenti sul mercato. Chitarra, basso, voce e amplificatore sembrano non essere piu sufficienti dunque.

    Tutto questo potrebbe condurre a delle domande, specialmente da parte di coloro che , un ventennio fa, lavoravano i suoni a caro prezzo negli studi di registrazione; quanto talento serve per creare un prodotto musicale? Che emozioni provocano i battiti della batteria coordinati e corretti da un programma o una chitarra prodotta dall` effetto di una tastiera?

    Sono perplessita` forse un po miopi e che dovrebbero accettare invece gli inarrestabili progressi della tecnologia e magari la nascita di nuove frontiere musicali.

    Il lato positivo di tutto questo e` che, con tanta produzione a disposizione, sono numerosi anche i concerti e la sperimentazione di nuovi generi.

    Bastano pochi click per venirne a conoscenza ed altrettanto facile e` anche l`acquisto on-line dei rispettivi biglietti concerti tramite  siti come Viagogo .