• 02Oct



    La burrascosa carriera musicale di Neil Young è un classico esempio di momenti di grande ispirazione alternati a momenti bui, di scelte controcorrente, a volte anche autolesioniste, di assoluta indipendenza artistica. Young, il cantautore-rock che non ha mai smesso di combattere per ciò in cui crede, è uno dei grandi ispiratori del movimento grunge degli anni ’90, tanto che una delle frasi della sua canzone “Hey hey, my my” fu l’ultimo messaggio lanciato al mondo da Kurt Cobain prima di suicidarsi: it’s better to burn out than to fade away (è meglio bruciare che spegnersi lentamente).
    Nel 1971 Neil Young era reduce dallo scioglimento del supergruppo folk Crosby, Stills, Nash & Young, che con Deja Vu e 4 Way Street aveva lasciato un impronta fondamentale su tutta la scena musicale della West Coast americana. Il suo precedente disco da solista, After The Goldrush aveva conquistato la critica musicale e lo aveva lanciato come un vero talento geniale, il Bob Dylan degli anni ’70.
    Ma il cantautore canadese aveva in serbo una delle sue imprevedibili mosse e decise di andare a registrare il nuovo disco a Nashville, la patria della musica country più melensa e meno politicamente impegnata. Quasi un pugno sullo stomaco per tutti quelli che lo consideravano un eroe idealista impegnato contro lo strapotere del music business.
    Il nuovo disco, Harvest, fu prodotto da Elliot Mazer e registrato presso gli studi Quadrafonic Sound Studios ed ebbe un grande successo commerciale grazie alla ballata omonima ed al singolo Heart of Gold.
    Per le sessioni di registrazione anzichè rivolgersi ai fidi Crazy Horse, Neil si rivolse a session men come Kenny Buttrey alla batteria, Ben Keith e Teddy Irwin alle chitarre e Tim Drummond al basso.
    La canzone “Heart of Gold” fu una delle prime ad essere registrate e fu suonata per la prima volta in acustico dallo stesso Young ai musicisti che crearono l’arrangiamento in pochi minuti e che registrarono in presa diretta quello che sarebbe diventato il singolo che sarebbe andato al numero uno delle classifiche di vendita in quel lontano 1972.
    Anche la voce di Neil Young fu registrata in presa diretta, con un Neumann U87 e con l’effetto eco a nastro del registratore, mentre per gli strumenti furono utilizzati i seguenti microfoni: Neumann KM86 come panoramici sulla batteria e per la chitarra, Shure SM56 sul rullante, ed un Neumann U87 sulla steel guitar.
    Il basso fu registrato in direct input sulla console di missaggio, che era una Quad Eight 20×8×16. In seguito furono aggiunte le armonie vocali delle coriste: in tutto le registrazioni di ‘Heart o Gold’ durarono meno di due ore, se non è un record per una canzone che scalerà le classifiche di mezzo mondo, poco ci manca.

  • 01Oct

    Ecco un simpatico plugin gratuito in formato VST che può tornare utile in diverse situazioni, per esempio quando si vuole isolare la voce dalle altre tracce audio di un mix, o in situazioni in cui si voglia sottrarre una traccia audio da un altra: si tratta di KnOckOut, che secondo quanto spiegato dai suoi creatori non processa l’audio dal punto di vista della fase, ma usando particolari algoritmi.
    Se per esempio avete due tracce, una strumentale ed una con la voce, potete ottenere una traccia vocale isolata. I risultati sono direttamente proporzionali al grado di sincronizzazione delle due tracce, naturalmente.
    Suggeriamo di scaricarlo e tenerlo da parte per questo tipo di situazioni, perchè non abbiamo ancora trobato nient’altro di gratuito che faccia le stesse operazioni.

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