• 04Aug



    Michael Brauer non avrebbe bisogno di presentazioni per cui ci limitiamo a dire che è uno dei più importanti e ricercati fonici del mondo, specializzato in missaggi ed il cui lavoro potete ascoltare nei dischi di Rolling Stones, Coldplay, Dylan tanto per citare alcuni dei più conosciuti.
    Insomma una figura molto influente nel mondo dell’industria musicale, per cui quando si ha l’occasione di conoscere in parte il suo modo di lavorare è sempre il caso di ascoltare cosa dice.
    Da alcuni suoi commenti che si possono trovare in rete si ricava una visione molto particolare del ruolo della voce nel missaggio, che vale la pena di approfondire.
    Brauer parte col dire che spesso se si alza il volume della traccia vocale in un mix in modo che sovrasti gli altri strumenti, succede che il suono della voce sia in qualche modo disconnesso con la musica, distaccato e non amalgamato.
    La tecnica per ‘riconnetterla’ può comprendere un insieme di compressione e piccole quantità di riverbero ed effetto eco, in grado in qualche modo di ‘spalmare’ il suono della parte vocale e legarlo all’ambiente della musica.
    Ma quello che secondo Brauer fa la differenza è il ‘guidare‘ il cursore della traccia vocale lungo la canzone, in parole povere cambiare in continuazione il volume, con micro movimenti in grado di tenere sempre la voce ad un giusto livello.
    Questo ovviamente è molto più facile a dirsi che a farsi, ed il suggerimento di Michael Brauer e di immaginare nella propria testa un “tappo che galleggia sull’acqua”, dove il tappo corrisponde alla parte vocale e l’acqua agli strumenti.
    In sostanza i micromovimenti del cursore della traccia vocale servirebbero a tenere il tappo sempre a galla, cioè la voce sempre in primo piano, ma mai distaccata dalla  sua base musicale.
    Purtroppo non esiste un modo di replicare esattamente questa tecnica nel mondo del software digitale a meno che non disponiate di una console, ma è sempre possibile programmare i piccoli cambi di volume grazie all’automazione dei programmi.

  • 03Aug

    Molte sono le emulazioni di Minimoog disponibili online, alcune sono a pagamento, altre gratis, alcune cercano di creare effetti in qualche modo nuovi, altre cercano di restare fedeli in tutto e per tutto all’originale macchina analogica.
    Tra tutte queste emulazioni uan delle più interessanti è sicuramente il Minimogue, VST gratuito, che non fa proclami di cercare una fedeltà assoluta all’originale, ma cerca di offrire anche soluzioni più originali e moderne.
    Insomma i programmatori del Minimogue hanno cercato di ottenere un software che non solo imiti il passato ma possa offire anche combinazioni di suoni che la controparte analogica non poteva offrire. Il consiglio è di provare alcune delle patch che sono automaticamente installate e modificare i parametri a piacimento, per rendersi conto della potenzialità di questo programma.
    Come ulteriore bonus Minimogue gira in maniera molto leggera sul processore anche di macchine non proprio nuove, quindi è anche possibile inserire parecchie istanze di esso nel vostro sequencer di fiducia senza il rischio di sovraccaricare il processore.

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