• 31Jul



    Il nome dice già tutto, Crazy Diamonds promette di portare nel vostro computer una emulazione di quei suoni anni ’70 che hanno caratterizzato la discografia dei Pink Floyd, Genesis, Alan Parsons Project etc, e bisogna dire da subito che ci riesce alla grande.
    Rumpelrausch, il creatore del software, ha sicuramente fatto un ottimo lavoro, sia dal punto di vista della usabilità sia dela qualità del suono.
    Crazy Diamonds riesce infatti a riprodurre anche le sfumature del suono del Solina String Ensemble, un synth molto popolare negli anni ’70, oltre che offrire la possibilità di creare timbri assolutamente nuovi.
    Questo software è assolutamente imperdibile, e se non fosse gratuitamente scaricabile, varrebbe la pena di pagarlo.

  • 30Jul

    Abbiamo già parlato in passato di Goldwave e di Audacity, entrambi sono software per editare files audio e scaricabili gratuitamente.
    Aggiungiamo ora anche Wavosaur che si caratterizza per la semplicità di utilizzo e per la qualità dei suoi interfaccia, in grado anche per esempio di visualizzare gli spettri audio in 3 dimensioni.
    Un altro aspetto da sottolineare è il supporto per i plugins VST e AU, che rende Wavosaur compatibile con migliaia di effetti e processori di segnale gratuitamente scaricabili in rete.
    Inoltre Wavosaur supporta anche il funzionamento in automatico per editare molteplici files allo stesso tempo con un unico comando: un batch process che permette di guadagnare molto tempo in caso dobbiate applicare la stessa modifica ad un elevato numero di files diversi. Insomma Wavosaur è un’altra di quelle risorse gratuite che non possono mancare al vostro studio digitale.

  • 29Jul

    Se state cercando un suono moderno, un tipo di distorsione dell’audio digitale, allora Float Crush è l’ideale.
    Lo potete scaricare qui ed è totalmente gratuito.
    Quello che fa questo effetto è applicare una quantizzazione digitale che distorce l’audio in modi inaspettati e assolutamente non tradizionali, proprio per la natura totalmente digitale della distorsione applicata, basata su calcoli matematici.
    I controlli permettono l’applicazione di una sorta di ‘velo digitale‘ che sgrana il suono tramite la sua quantizzazione, per farsi un idea di come funzioni consigliamo di applicare i presets creati dal produttore su strumenti come batterie e voci, dove a nostro parere sembrano funzionare meglio.

  • 28Jul

    Vi sarà capitato spesso, in situazioni in cui viene usato un sistema di amplificazione audio per voce, di notare come ci siano momenti in cui alcuni dei suoni pronunciati producano delle distorsioni o facciano ‘schioccare‘ il microfono con il tipico suono simile al ‘pop’ di una bottiglia che viene stappata.
    Questi suoni sono semplicemten sgradevoli in situazioni dal vivo come convegni, discorsi, lezioni univeritarie etc, ma sono letali in studio di registrazione. Questo perchè una volta registrati è difficile liberarsene senza processare l’audio in maniera pesante così come abbiamo precisato in passato, in un altro articolo.
    Quindi la soluzione migliore è quella di estirpare il problema alla radice, tramite i famosi filtri anti-pop, chiamati anche retine, che altro non sono che veri e propri ‘scudi’ fisici che impediscono ai suoni più aggressivi di raggiungere il microfono.
    In questo modo gli improvvisi sovraccarichi di energia di un cantante o di un narratore, presenti soprattutto nel suono della lettera ‘P’ vengono smorzati e resi inoffensivi.
    Non è assolutamente necessario comprare i filtri professionali, anche se essi sono molto semplici da installare e posizionare, in realtà è possibile costruirsi un filtro fai da te con un qualsiasi materiale tipo calze da donna o tessuti particolarmente leggeri.

  • 27Jul

    Per i musicisti la rete internet è una vera miniera di servizi, gratuiti o meno, di maggiore o minore qualità. Bandcamp è sicuramente uno dei più interessanti che hanno visto la luce negli ultimi anni, e promette anche molto bene per i prossimi. Si tratta di una sorta di social network per musicisti, una sorta di MySpace con una serie di funzioni dedicate appositamente ad artisti o a gruppi musicali, per aiutarli a promuovere la loro musica ed a gestire molti degli aspetti tecnici per esempio della distribuzione digitale online o della vendita di merchandising.
    Non si tratta di un servizio prettamente promozionale, ma piuttosto di un servizio che aiuta i musicisti nella promozione della propria musica, per esempio convertendo in moltissimi formati i files audio che vengono uploadati in alta qualità, oppure che fornisce una serie di gadgets che possono essere utilizzati in maniera ‘virale’, cioè diffusi in altri social networks.
    Quindi va sottolineato che Bandcamp non è un servizio per scoprire nuova musica, ma un solido insieme di funzioni che aiutano i musicisti nel difficile compito di promuovere la loro musica.
    Il consiglio e’ di provarlo!

  • 23Jul

    Le possibilità offerte dalla comunità di programmatori internet per il vostro studio di registrazione, casalingo o meno, sono sempre più interessanti. E’ ormai possibile scaricare gratuitamente con la formula ‘testare per poi pagare’ una quantità di software incredibilmente sofisticato, e cosa più importante che suona bene.
    Nell’ambito dei riverberi, tralasciando quelli a convoluzione, che fanno classe a se, Ambience offre molta elasticità con i suoi classici parametri e con alcune aggiunte molto interessanti come controlli separati per un Gate con tanto di attacco e rilascio. Proprio la sezione del Gate è molto interessante ed offre possibilità di modellare l’inviluppo, cioè la forma del suono, in maniera molto precisa e soprattutto gradevole. Diventa così uno scherzo da ragazzi creare un effetto ‘rullante anni 80’, o grazie anche a valori di predelay elevati generare effetti eco molto credibili.
    Mi raccomando se Ambience si adatta alle esigenze del vostro studio di registrazione il programmatore richiede una donazione, libera nel suo ammontare.

  • 23Jul

    Spesso i musicisti tendono a considerare la loro strumentazione come statica, nel senso che si abituano a suonare in un certo modo con un certo strumento, con determinati settaggi, senza mai provare soluzioni alternative. A volte c’è una ragione precisa per questo comportamento, ma altre volte si tratta semplicemente di pigrizia.
    Ad ogni modo questo atteggiamento in studio di registrazione ha i suoi pro ed i suoi contro, e dipende molto dalla bravura tecnica del musicista, perchè da questa deriva anche il controllo del suono.
    I chitarristi, esattamente come tutti gli altri sono legati al loro strumento, al loro amplificatore ed a tutto quello che concorre per creare il proprio ‘sound’, ma a volte non sono consci di quanto alcuni minimi dettagli possano fare una grande differenza in termini di qualità di registrazione. Uno di questi dettagli, quasi sempre sottovalutato è il plettro.
    Le dimensioni ed il materiale di cui è costituito un  plettro può letteralmente rivoluzionare il timbro di una chitarra, sia elettrica, sia acustica.
    Specialmente il suono dell’attacco, della pennata, dipende molto dalla consistenza del plettro: a  questo riguardo non esiste una regola precisa, ma un  consiglio che diamo vivamente è di provarne sempre un paio di diversi prima di registrare una take di chitarra.

  • 22Jul

    Anche se mai come ai giorni d’oggi c’è stata ‘abbondanza di riverberi di buona qualità a basso prezzo, a volte anche sotto forma di plugins gratuiti come per esempio SIR, le regole per utilizzarli rimangono più o meno sempre le stesse di 20 o 30 anni fa.
    A questo proposito uno dei settaggi che può fare una ENORME differenza nel suono di un riverbero è il predelay, che  altro non è che la quantità tempo, di solito espressa in millisecondi, che passa prima che l’effetto venga ‘innescato’ dall’audio che vi è passato attraverso.
    In sostanza il predaly è un ritardo sul segnale, una piccola pausa impercettibile che divide l’attacco del suono ‘secco’ da quello riverberato.
    La sua utilità è fondamentale in situazioni nei casi in cui si vuole aggiungere parecchia riverberazione alla nostra traccia audio, ma allo stesso tempo conservare la ‘chiarezza’ del suono che invece l’effetto tende a confondere.
    Proprio in questi casi la tecnica da adottare è quella di aumentare il tempo di predelay, cioè di separazione del riverbero, facendo così in modo di lasciare inalterato l’attacco del suono che resta incisivo, anche se tutta la sua parte restante è per così dire ‘immersa’ nell’effetto.
    Un valore da tenere a mente nella regolazione del predelay è quello dei 50 millisecondi, che in media rappresenta la soglia, sotto alla quale il nostro udito non riesce più a separare due suoni in maniera distinta ma li fonde in unico suono: in altre parole se settate questo parametntro oltre i 50 millisecondi probabilmente sentirete un piccolo ‘gap’ , una minima pausa che  assomiglia più ad un eco che ad un riverbero.

  • 21Jul

    Nel campo degli equalizzatori digitali tutto ed il contrario di tutto è stato detto, incluso un test, di cui abbiamo paralto anche noi, che voleva dimostrare come TUTTI gli equalizzatori digitali suonino allo stesso modo.
    Rimane comunque sempre aperta la nostra caccia per i migliori plugins, ed in special modo per quelli gratuiti: a questo proposito vi vogliamo suggerire un equalizzatore che non promette nessun tipo di emulazione analogica o di colorazione del suono, ma un effetto che si potrebbe definire ‘trasparente’ o ‘clinico’ ideale per il masteringper esempio.
    Si tratta del NLC EQ, di Matthew Lindsay, a disposizione di chiunque voglia scaricarlo.
    Lo abbiamo provato e comparato con prodotti presenti sul mercato ed il giudizio è stato molto positivo.
    NCL EQ è un plugin VST e presenta 10 bande di equalizzazione totalmente parametrizzate, che permettono di avere la massima libertà nel trattamento del suono. Consigliato vivament

  • 20Jul

    Il bisogno di strumenti per collaborare online tra musicisti si fa sempre più grande e naturalente in molti provano ad offrire soluzioni che funzionano più o meno bene, tra le più promettenti c’è una applicazione chiamata Indaba che offre una serie di fantastici servizi.
    Prima di tutto i creatori di Indaba hanno capito che la qualità dei files che i musicisti si scambiano non deve avere compromessi, e quindi hanno tarato tutta l’applicazione per lavorare ad alta qualità senza alcuna compressione.
    Questo ovviamente porta ad un aumento delle dimensioni dei files, e quindi anche dei tempi di trasferimento di essi, ma l’ampio utilizzo di tecnologie streaming sia in uploading che in downloading sembra risolvere la questione con tempi di attesa più che accettabili.
    Oltre alla qualità del suono, Indaba, che ricordiamo è un servizio gratuito, offre una spartana ma funzionante console di missaggio online con tanto di effettistica e possibilità anche di funzionare offline.
    Sono presenti poi anche varie funzioni che permettono di ricercare musicisti e collaboratori per i propri progetti, oltre che una serie di campioni e loops che è possibile utilizzare liberamente nelle proprie composizioni grazie alla licenza Creative Commons.
    Insomma un deciso passo in avanti negli strumenti di collaborazione online.

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