Questo articolo vuole essere un punto di partenza per principianti assoluti che vogliano costruirsi un home studio per la registrazione dell’audio, con limitate risorse economiche ma con la necessaria voglia di imparare.
Come premessa diciamo che negli ultimi 10 anni c’è stata una vera e propria rivoluzione tecnologica nel mondo dell’audio, che ha permesso di abbattere barriere prima impensabili, soprattutto dal punto di vista dei costi ma spesso anche della qualità.
Vogliamo dire che la tecnologia ha messo a disposizione di tutti una serie di strumenti e di possibilità che prima erano accessibili soltanto ad una ristretta èlite.
L’altro lato della medaglia è che le macchine devono sempre essere operate dall’uomo, che decide come e quando utilizzarle ed in ultima analisi è responsabile per i risultati ottenuti.
Ci piace sempre sottolineare come questo secondo aspetto, quello umano abbia una preponderante importanza rispetto al primo: ripetiamo che le macchine da sole non fanno nulla ed il risultato che si ottiene da esse dipende sempre da chi le utilizza.
Questo adagio è particolarmente vero nel mondo della registrazione, dove sono sempre necessari alcuni anni di esperienza e di affinamento dell’orecchio per poter ottenere risultati accettabili.
Questo non vuole essere un discorso per scoraggiare coloro che stanno approcciando la materia, ma tutt’altro, un incoraggiamento a non scoraggiarsi di fronte alle prime difficoltà. L’esperienza viene solo col tempo, più tempo si dedica alla registrazione ed all’ascolto più in fretta si impara.
Lasciando da parte la predica introduttiva andiamo a vedere effettivamente quali sono i minimi requisiti essenziali per chi voglia costruirsi un home studio senza spendere un capitale.
La prima essenziale necessità è quella di un registratore, ed il consiglio è quello di non andare a farsi male con macchine analogiche come registratori a bobina (costosi e più complicati da mantenere), ma di usare un computer. A dispetto di quanto sostenuto da molti esperti un computer relativamente nuovo, che monta un dual processor, è più che sufficiente per registrare e processare il suono in maniera quasi ‘professionale‘: non servono macchine con potenza smisurata, gli standard attuali vanno più che bene per le esigenze di un home studio.
In questo particolare momento storico non serve più neanche ‘tarare’ la macchina per ottimizzarne le prestazioni dal punto di vista software, come si faceva fino a pochi anni fa: addirittura i modelli portatili possono fornire prestazioni più che dignitose.
Quindi ci possiamo permettere di saltare a piè pari quello che fino a poco tempo fa sarebbe stato un capitolo lunghissimo e fondamentale, che avrebbe spiegato come scegliere (o magari costruirsi) il computer più adatto per i vostri scopi. Niente di tutto ciò perchè, lo ripetiamo, oggigiorno una macchina di media potenza può processare i segnali audio massicciamente senza ‘cadere in ginocchio‘ ed esaurire le sue risorse.
L’unico componente del computer che ci interessa ancora è la sua scheda audio, che dobbiamo scegliere a seconda del tipo e della quantità di strumenti che vogliamo registrare.
Quella della scheda audio non è comunque una scelta semplice ed offre una infinità di possibili opzioni: può essere interna oppure esterna, con un numero variabile di ingressi e di uscite, con porte di sincronizzazione, porte midi, compatibilità del software, del sistema operativo e quant’altro.
Insomma bisogna studiare un pochettino prima di fare l’acquisto, tenendo presente che esistono prodotti molto validi nel range tra i 200 ed i 300 euro, che non sono moltissimi ma che sono comunque una spesa.
Due sono comunque i punti fondamentali su cui vi invitiamo a porre l’attenzione: il numero di ingressi ed il software.
Entrambi dipendono molto dal tipo di musica che intendete registrare, se per esempio il vostro genere è l’hip hop oppure la dance, vi capiterà molto raramente di dover registrare una batteria acustica, oppure molti musicisti nello stesso momento, quindi nella stragrande maggioranza dei casi un paio di ingressi saranno tutto ciò di cui avete bisogno.
Se invece il vostro genere è il Jazz oppure il Rock è vero il contrario e le sessioni con molti microfoni che registrano allo stesso momento sono all’ordine del giorno. Generalmente le opzioni per un home studio di questo secondo tipo sono orientate verso gli 8 ingressi, ed il prezzo che andate a pagare è in una fascia superiore rispetto ai 300 euro di cui parlavamo prima.
Il software è un’altro importante aspetto da considerare, perchè non tutti i programmi funzionano con tutte le schede, anzi di solito il funzionamento dei programmi è testato dai produttori solamente per alcune specifiche schede audio, quindi se già avete una idea di quale sia il software che volete utilizzare è importante che la scelta della scheda sia compatibile con esso.
Meno decisiva, è oggigiorno la presenza di prese Midi, visto che le tastiere di ultima generazione trasmettono e ricevono segnali Midi tramite la porta Usb.
Una volta scelta la scheda ed acquistato il software la nostra workstation può dirsi completa, ed abbiamo ora a disposizione un registratore digitale ed una console di missaggio in piena regola.
A questo punto si potrebbe pensare di avere quasi finito.. invece no, praticamente non abbiamo neppure cominciato perchè oltre al registratore serve tutta una serie di equipaggiamenti che permetterà al nostro home studio di funzionare veramente.